Toni Brandi torna a promettere assistenza legale gratuita a chi delinquerà a danno delle famiglie gay



Toni Brandi appare disposto a tutto pur di impedire il riconoscimento giuridico delle famiglie gay. Naufragato il suo tentativo di ottenere una fantomatica "obiezione di coscienza" che permettesse ai sedicenti "cattolici" di discriminare le famiglie gay sulla base del loro personale pregiudizio, l'uomo pare tornato all'attacco attraverso minacce e intimidazioni rivolte ai sindaci.
Se nei giorni scorsi ha ripubblicato l'articolo de la Nuova Bussola Quotidiana in cui Tommaso Scandroglio si lanciò nel sostenere che i gay siano «il male» e che «aiutare formalmente a fare il male è azione malvagia di suo», oggi è a firma della redazione di ProVita che si lancia nel paragonare chi celebra un'unione civile ad un assassino. Scrive:

Vorremmo aggiungere solo un dettaglio che attiene alla morale (non tanto al diritto). Chi compie un’azione immorale indirettamente, attraverso un soggetto incaricato, ne resta comunque moralmente responsabile: insomma, il mandante non è meno omicida del killer di professione.

Siamo dunque dinnanzi ad un'incessante promozione dell'odio verso alcune famiglie, messe in giro da un uomo che ha pare avere tutto l'interesse politico ed economico dalla discriminazione altrui. Ed è sempre nell'ottica di un'aggressione alle famiglie gay che Toni Brandi è tornato a promettere che si farà carico di tutte le spese legali qualora qualcuno delinque a danno di una coppia lgbt. Il suo invito è ad infrangere la legge per negare i diritti costituzionali alle sue vittime preferite. In relazione ad una intervista radiofonica. la sua redazione afferma:

Il Presidente di ProVita, Toni Brandi, è stato intervistato dalla radio dell’ Università Cusano sull‘obiezione di coscienza dei sindaci alle unioni civili, alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato. Brandi ha ripetuto che l’obiezione di coscienza è uno dei diritti inviolabili dell’uomo, quello che rende sostanziale la tutela di tutti gli altri, cioè di tutti quei diritti naturali scritti nella coscienza di ogni uomo di ogni tempo e in ogni luogo.
Ha quindi ribadito che sollevare obiezione di coscienza non vuol dire dichiararsi contrari o non condividere per convinzioni personali e soggettive le norme di legge. Ma vuol dire riscontrare oggettivamente il contrasto della legge positiva con la legge naturale che è oggettivamente iscritta nel cuore di ogni essere umano.
Quindi, Brandi ha ribadito l’appoggio (anche legale) incondizionato di ProVita a tutti quei sindaci che vorranno obiettare alla celebrazione delle unioni civili, a costo di subire una denuncia per omissione di atti d’ufficio.

Interessante è il sostenere che Toni Brandi sia il depositario della verità assoluta e il suo sostenere che l'omosessualità debba essere ritenuta innaturale deve tramutarsi in una legittimazione alla delinquenza. Il tutto nel totale contrasto ad ogni evidenza scientifica dato l'omosessualità è perfettamente naturale così come lo sono anche le famiglie gay (esistite prima della sua nascita e pronte ad esistere anche una volta che brandi sarà morto).
Invitare i sindaci a compire una omissione di atti d’ufficio è un fatto grave, ancor più da parte di una associazione che riceve agevolazioni pubbliche in virtù del suo discutibile status di "onlus".
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