Un Pride da record a Gerusalemme



Nonostante le minacce lanciate nelle ultime settimane da influenti rabbini, oltre 25mila persone hanno preso parte al gay Pride di Gerusalemme.
Si tratta di un numero cinque volte maggiore allo scorso anno, quando il fanatico ortodosso Yishai Schlissel accoltellò a morte la sedicenne Shira Banki. Quel delitto sconvolse il paese, ma portò anche alla luce l'esistenza del gruppo criminale, Lahava, che incita all'odio e alla persecuzione degli omosessuali. Durante il corteo centinaia di fiori sono stati deposti dinnanzi ad un memoriale in ricordo di Shira.
Lungo l'itinerario la polizia ha schierato migliaia di agenti e di volontari: trenta persone sospette sono state fermate, tra cui anche due ultrà di destra armati con dei coltelli. Di contro, per la prima volta nella storia anche numerosi ebrei religiosi hanno aderito alla marcia per distanziarsi pubblicamente da rabbini oltranzisti che nei giorni scorsi avevano sostenuto che secondo la Bibbia «gli omosessuali sono pervertiti, persone malate, che dovrebbero essere guarite».

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