Unioni Civili. Avvenire rassicura che la discriminazione c'è anche se non si vede



Sono ormai mesi che il mondo integralista sta conducendo una crociata volta a chiedere che chiunque si professi "cristiano" debba poter delinquere legalmente attraverso una una fantomatica "obiezione si coscienza" che gli permetta di impedire l'istituzione di una unione civile tra persone dello stesso sesso. E se la Costituzione vieta espressamente qualunque differenza di trattamento basato sulle caratteristiche naturali delle persone, i vescovi esigono che quel principio sia calpestato nel nome del loro disprezzo verso il creato.
La oro richieste è che un ufficiale pubblico possa rifiutarsi di trascrivere degli atti qualora manifesti pregiudizi verso i cittadini che stanno accedendo ad un loro diritto costituzionale. Sarebbe come sostenere che un dipendente leghista dell'anagrafe debba avere il "diritto" di non rilasciare la carta d'identità ad una persona di colore qualora si dichiari apertamente razzista.
Nonostante la richiesta appaia assurda a priori, pare che il tirado nell'emissione dei decreti attuativi sia legati al tempo speso per cercare una qualche clausola volta a compiacere l'odio clericale ai danni di cittadini che pagano le tasse.

L'esultanza
pare tangibile sulle pagine di Avvenire, il quale scrive:

Tra i punti sotto osservazione il nodo della possibile obiezione di coscienza dei sindaci è superata dal fatto che il testo parla di ufficiale di stato civile la cui platea è molto ampia, è stato spiegato in conferenza stampa. Quindi il sindaco non è obbligato a "celebrare" unioni civili.

Osservando come anche il quotidiano dei vescovi abbia preso il vizio di usare le villette per togliere dignità alle parole con intenti discriminatori, evidente è il loro giubilo nell'aver trovato una scappatoia per poter continuare a disprezzare i gay nella più totale impunità. Un sindaco potrà dunque rifiutarsi di compiere il suo dovere anche dichiarando apertamente che quel gesto viene compito con intenti discriminatori verso la coppia.

Il quotidiano dei vescovi rassicura i suoi lettori anche riguardo al fatto che le coppie gay verranno ritenute inferiori e meno meritevoli, sottolineando come Frattini li abbia assicurati sul fatto che «il Consiglio di Stato accende la luce sull'attivazione di un diritto che si fonda sull'articolo 2 della Costituzione, il quale indica l'unione della coppia come una formazione sociale da tutelare».

Poi si torna ancora a rassicurare che la possibilità di discriminazione c'è anche se non si vede:

Quattro gli elementi fondamentali segnalati: "c'è un diritto assoluto dei partner alla trascrizione nei registri -ha detto Frattini- che il decreto tutela con la formula "Ufficiale di stato civile" e questo evita che, attraverso dichiarazioni di coscienza individuale, si possa non dar corso all'attuazione. Non solo i sindaci, infatti, possono trascrivere le unioni ma possono delegare altre figure che rivestono altra qualifica. La platea è molto ampia e si evita il rischio che si paralizzi l'attuazione della normativa".

Ed ancora, vengono date rassicurazioni anche riguardo al fatto che anche le date successive dell'iter della norma potranno essere ignorate nonostante vengano indicate come tassative dalla legge:

Un suggerimento che arriva dal Consiglio di Stato è quello di sottoporre al parere del garante della privacy, da qui a dicembre, l'impianto complessivo delle norme in materia dal momento che vengono utilizzati dati sensibili. Infine, un ulteriore appello ad adottare nei termini i decreti attuativi e a non perdere la scadenza indicata del 5 dicembre prossimo: "Una cosa è un registro disposto con un provvedimento d'urgenza, altra è disciplinare un'intera situazione - ha detto Frattini - da qui il consiglio a compiere un monitoraggio sul funzionamento del decreto e il suggerimento a produrre circolari informative".
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