Ancora una volta Zelger orchestra l'integralismo per creare una finta opinione pubblica contro i gay



Alberto Zelger, una volta alleato di Tosi ed ora ex della sua maggioranza, non è nuovo all'organizzazione di movimenti occulti che facciano leva sul sentimento religioso delle persone più bigotte a fini politici. Già nel 2014 diffuse una lettera segreta volte a creare reazioni organizzate che potessero dare l'impressione di una reale risposta popolare contro la dignità delle persone lgbt.
Un utente ci fa notare come l'attacco al sindaco sia ormai concentrico da parte di partiti come la Lega e la Lista Zaia (alla quale ora il consigliere Zelger appartiene) e dai vari gruppi integralisti. Ed un gruppo di genitori della scuola di sua figlia, gli stessi che in passato lo bersagliarono con mail a sostegno di manifestazioni contro il fantomatico "gender", ad avergli inoltrato la seguente mail:

Da: Alberto Zelger
Data: 31 luglio 2016 18:46
Oggetto: Unioni omosessuali alla Casa di Giulietta

Il 19 luglio scorso la giunta comunale di Verona, guidata dal sindaco Flavio Tosi, ha deciso di concedere la Casa di Giulietta per la registrazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.
La legge 76/2016 prevede la registrazione di queste unioni in appositi registri, ma non dice che devono essere celebrate alla stessa stregua dei matrimoni, perché tali non sono; la loro registrazione potrebbe essere effettuata in un qualsiasi ufficio dell’anagrafe comunale.
La decisione del sindaco di concedere gli stessi spazi utilizzati per i matrimoni civili è un’anticipazione non dovuta del “matrimonio egualitario”, che urta la sensibilità della maggior parte dei veronesi e danneggia l’immagine di Verona, ricordata in tutto il mondo come la città di Giulietta e Romeo.
Allego il testo della delibera di giunta (allegato 1), relativa alla decisione di cui sopra, e il comunicato stampa di dissenso (allegato 2), che ho pensato di condividere con i consiglieri regionali Valdegamberi e Montagnoli, certo di interpretare il desiderio di molti veronesi.
Ti invito a condividere la protesta scrivendo al sindaco, agli assessori e ai quotidiani locali, per manifestare la tua contrarietà e per chiedere al sindaco di ritornare sulla sua decisione, presa senza nemmeno consultare il consiglio comunale. Allego gli indirizzi email dei possibili destinatari della protesta (allegato 3).

Fai sentire la tua voce. Se tutti tacciono, sarà sempre peggio.
Alberto Zelger

P.S.: il 21 luglio, nello spazio riservato alle “domande di attualità”, che precede il consiglio comunale, ho posto il seguente quesito: allegato 4. Il sindaco non c’era; ha risposto l’assessore Alberto Bozza, delegato per i servizi demografici, dicendo più o meno così: abbiamo pensato di applicare le stesse tariffe e di concedere gli stessi spazi destinati ai matrimoni civili e agli anniversari dei matrimoni civili o religiosi


Interessante è osservare come il consigliere includa nella sua lista anche il settimanale diocesano e l'emittente religiosa Telepace quasi a voler strizzare l'occhio all'integralismo cattolico nella speranza di ottenere una qualche visibilità o un qualche ritorno politico. In fondo la matrice della sua azione anti-gay è nota, se non sottolineata dalle sue amicizie su Facebook in cui figurano Luca Di Tolve, il sedicente ex-gay anonimo Eliseo del Deserto, Mario Adinolfi, il fratello di Gianfranco Amato, Cascioli della Nuova Bussola Quotidiana, Coghe della Manif Pour Tous, la redattrice di Tempi che ha fondato le Sentinelle in piedi, Benigni di Libertà & persona, Simone Pillon, l'Uccr, Buizza di ProVita e via discorrendo. Sempre loro, onnipresenti in dietro  a qualunque rigurgito omofobo avvenga in Italia.

Il suo appello è poi stato rilanciato dalla solita associazione ProVita, in un articolo in cui viene rilanciata la lista di indirizzi email prima di affermare che «le lobby lgbt sono molto potenti e Flavio Tosi vuole ingraziarsele». Ma non solo, il gruppo integralista guidato9 da Toni Brandi si lamenta anche che ai gay sia stato concesso di poter esercitare il loro diritto di manifestrazione, affermando che «Stupisce poi che alcuni assessori della giunta Tosi, noti per aver raccolto consensi negli ambienti cattolici veronesi, non abbiano alzato un dito per opporsi a questa decisione, presa nella riunione di giunta del 19 luglio scorso, forse per il timore di perdere lo scanno su cui siedono. Dispiace che abbiano taciuto quando Tosi volle ingraziarsi le lobby lgbt autorizzando il primo Gay Pride nel cuore di Verona (decisione della giunta 25-02-2015) e anticipare i tempi istituendo il registro delle coppie arcobaleno (decisione della giunta 4-03-2015, ben prima che venisse approvata la legge 76/2016). Facciamo appello a loro perché sappiano dissociarsi da questa linea politica rimuovendo le contraddizioni che evidenzia con i loro giusti quotidiani appelli ai principi e ai valori cristiani».
E a chi fa loro notare che Shakespeare era gay, la redazione di ProVita risponde acidamente: «Ma pensa… Lei lo sapeva che secondo alcuni studiosi Shakespeare neanche è esistito? E secondo altri era un cattolico intransigente perseguitato dal regime protestante elisabettiano? E lo sa che secondo una certa letteratura tutti, ma proprio tutti, sono gay? Anzi, perfino quelli che si dichiarano apertamente etero, in realtà sono gay in pectore (repressi)?». Insomma, i soliti insulti mischiati a falsificazioni nello stile della peggior propaganda.

In conclusione va anche notato che, qualora l'omofobia di Zelger dovesse vincere, il danno per le casse comunali sarà di 800 euro per ogni unione celebrata altrove. Una cifra enorme che rischia di danneggiare economicamente tutti i veronesi al solo fine di compiacere il clero (già esonerato dal pagamento dell'Imu e quindi decisamente meno interessato ad un possibile aumento delle tasse per i loro concittadini).
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