Ennesimo atto di omofobia in Valle d'Aosta



È attraverso un cominciato stampa che Arcigay Valle d'Aosta comunica che, nella tarda serata di lunedì 15 agosto, ha ricevuto la chiamata da parte di un giovane ragazzo valdostano di 18 anni nella quale si sfoga per essere stato nuovamente vittima di atti di omofobia:

Il ragazzo aveva già contattato l'associazione per denunciare quanto avvenuto durante il periodo scolastico a causa di alcuni bulli che, durante il tragitto in pullman per raggiungere la Sede Scolastica, lo schernivano con epiteti omofobi nell'indifferenza generale.
I fatti, per quanto dolorosi, parevano comunque sostenibili al giovane che però oggi, dopo l'ennesimo avvenimento, ha deciso di prendere la situazione in mano e contattare nuovamente l'associazione anche a causa del coinvolgimento esterno.
Un ragazzo, individuabile nel gruppo dei bulli del pullman, quest'oggi ha sputato verso la vittima rivolgendogli epiteti omofobi. La madre della vittima, accortasi della situazione, si è subito rivolta al giovane bullo chiedendo se ci fossero problemi e ricevendo alcune minacce. La madre voleva da subito contattare le forze dell'ordine ma è stata frenata dalla giovane vittima, impaurita per l'accaduto.

Samuele Tedesco, presidente Arcigay VdA, commenta: «So bene cosa vuol dire sentirsi esclusi ed emarginati, derisi ed umiliati, quando sei semplicemente te stesso. Per questo motivo, oltre per la mia carica, mi sento emotivamente vicino al giovane al quale tutta la nostra Associazione offre il giusto aiuto per affrontare questa situazione. Riteniamo che sia giusto che si denunci questi gravissimi atti e con il giovane stiamo valutando una possibile strada da intraprendere in questo senso. Non è così semplice e nemmeno così immediata la presa di coscienza della gravità dell'atto e a volte manca il coraggio per dire “Basta” a queste aggressioni. Dobbiamo far comprendere, proprio attraverso l'educazione scolastica, come questi atti siano atti lesivi contro l'intera società civile, contro la dignità di ogni essere umano, e non ad una data comunità ristretta. L'omofobia riguarda tutti noi: se tuo figlio fosse omosessuale?».
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