Georgia. Il presidente blocca il referendum per ridefinire il matrimonio come unione esclusiva fra un uomo e una donna



Non appena la comunità lgbt della Georgia ha sollevato il problema dell'incostituzionalità del divieto al matrimonio egualitario, l'integralismo internazionale ha chiesto un referendum popolare che modificasse la Costituzione per introdurre una nuova definizione del matrimonio quale unione esclusiva fra un uomo e una donna. E grazie all'appoggio dei cristiani, le poche firme necessarie sono state raccolte.
La commissione elettorale centrale e il primo ministro hanno accolto quel quesito referendario, ma il presidente della Georgia, Giorgi Margvelashvili, ha annunciato che l'aggiunta di un divieto costituzionale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso non era necessario ed ha bloccato l'iniziativa.
Ma quella che potrebbe apparire una buona notizia è offuscata dalle dichiarazioni rilasciate dal  primo ministro Giorgi Kvirikashvili, il quale ha annunciato che la sua campagna elettorale si baserà proprio sull'uso politico dell'omofobia attraverso la promessa di un'azione parlamentare che possa introdurre quei distinguo nella Costituzione senza bisogno di alcuna consultazione. Le elezioni si terranno ad ottobre.
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