Google spalanca le porte alla propaganda anti-gay



Prosegue senza sosta la colonizzazione ideologica messa in atto dall'integralismo cattolico ai danni di gay e lesbiche. Com'è noto, Internet è il mezzo che hanno sfruttato per diffondere isteria e menzogne grazie alla possibilità di pubblicare materiale che non passa per alcuna verifica della sua veridicità. Solo così hanno potuto creare il loro fantomatico "gender" o permettere che ci sia davvero qualcuno che crede che i gay siano persone che possono "omosessualizzare" i bambini semplicemente raccontando loro che l'eterosessualità non è l'unico orientamento sessuale possibile.
Come in ogni colonizzazione, si è creato il nemico e si invitano i propri adepti a sentirsi minacciati dalla loro presenza. Amato dice che è in atto «una guerra», Adinolfi invita ad «impugnare i fucili» e Gandolfini dice che i bambini vadano «difesi» da una società più giusta ed inclusiva. Tutto questo con grande profitto per i partiti politici ad essi collegati, oggi in gradi di ricevere voti semplicemente promettendo illegalità e discriminazione a danno dei cittadini (una promessa che risulta certamente più semplice che proporre un piano per uscire dalla crisi, ndr).

Già oggi non è più possibile aprire Facebook senza essere sommersi da messaggi che dicono che i gay sono malati, che vanno curati, che sono pericolosi e che devono starsene zitti se un giornalista li apostrofa come «froci» o se un prete dice che «meritano la morte». Messaggi d'odio che paiono la causa della crescente ondata di violenza omofobica registrata dalle strade, al punto che in alcune aree d'Italia c'è da aver paura ad uscire di casa nel timore che un qualche sedicente "cristiano" affiliato con l'integralismo cattolico possa decidere di aggredirci e di spedirci al pronto soccorso.
Ma grave è come questa deriva omicida abbia varcato le soglie dei social per approdare anche in ambienti più istituzionalizzati. Ad esempio c'è Marco Tosatti che usa La Stampa per diffondere quei proclami, così come molto opinabile è la scelta di Google News di indicizzare la propaganda di ProVita o teorie pseudoscientifiche dell'Uccr quali fonti di informazione attendibile.

Ma se tutto ciò era già grave, c'è da essere colti dallo sconforto nell'apprendere che da qualche giorno Google News ha iniziato ad indicizzare (e proporre quale fonte autorevole) un sito come "L'osservatorio gender" dell'associazione ultra-cattolica Famiglia Domani.
Con una visibilità aumentata rispetto agli altri risultati anche nella sezione della ricerca, milioni di utenti troveranno articoli in cui si dichiara che i transessuali sono malati di mente, che gay e bisex hanno più malattie veneree, che esiste una "dittatura gender" che non permette ai gruppi cristiani di poter giustamente licenziare gay e lesbiche in virtù del loro orientamento sessuale, che le unioni civili sono incivili, che esisterebbe un piano occulto per "normalizzare" l'omosessualità (dato che loro non la considerano normale), che i transessuali non sono persone ma ideologie contro natura... insomma, insulti gratuiti che meriterebbero l'attenzione della polizia postale quale propaganda d'odio e non certo di essere propinati come primo risultato di ricerca nel motore di ricerca più usato al mondo.

La selezione delle fonti viene gestito manualmente da un team di Google, il quale pare non aver avuto problemi con articoli in cui si dichiarava che «Il mea culpa di RaiDue per “eccesso di pudore” nel tagliare la scena di “amore” gay simboleggia il folle clima di “normalizzazione” dell’omosessualità e di ogni tendenza sociale nel quale siamo profondamente immersi. La TV pubblica rinuncia così al suo fondamentale e delicato ruolo educativo, rappresentando e valorizzando acriticamente qualsiasi tipo comportamento sociale al di là di ogni opportuna e doverosa valutazione etica».
Un altro articolo cita il dottor Paul R. McHugh definendolo «uno dei più autorevoli psichiatri a livello mondiale» semplicemente perché va in giro a dire che «il transgenderismo è un disturbo mentale che va trattato». Il tutto sulla base del suo sostenere che «vari studi che mostrano come il tasso di suicidi tra le persone transgender sia venti volte superiore a quello tra persone non transgender». Inutile a dirsi, quegli studi dimostrano anche che il tasso di suicidi è maggiore in virtù della discriminazione e dell'esclusione sociale subita e non è certo serio spacciare delle teorie dopo averne taciuto su elementi vitali.
Dinnanzi al caso della scuola cattolica che è stata condannata dal tribunale a risarcire un'insegnante che era stata licenziata perché lesbica, il sito dice che quel fatto non è mai avvenuto perché la suora aveva negato tutto ed era dunque inutile ascoltare anche l'accusa. Lamentano poi che «ancor oggi la vittima è definita dalla stampa “presunta omosessuale” ed dunque è impossibile capire se il giudice abbia accertato o no la sua inclinazione, cosa che pure sarebbe decisiva». Ovviamente anche qui si è nel campo della falsità, dato che la alla legge non interessa appurare la veridicità di una discriminazione, ma punisce la discriminazione in sé (altrimenti un eterosessuale discriminato perché creduto gay verrebbe escluso dalle tutele della legge).

In un articolo intitolato "Omosessuali violentano minorenne a Salerno, ma il problema è se si può dire froci" si lanciano nell'attaccare chi si è sentito offeso dall'uso di quei termini, ovviamente ricorrendo alle solite decontestualizzazioni:

Quali sarebbero questi fatti che il giornale campano ha trattato in modo scandalistico e con linguaggio inopportuno, scorretto e volgare? Un minore, attirato in un centro massaggi, è stato legato e stupratoa turno da 4 adulti (due cinquantenni) con maschere e parrucche, che hanno pure filmato le violenze per poterlo ricattare. In sintesi:stupro in perfetto stile “Arancia meccanica”. Ci chiediamo quindi dove sia lo scandalo dei linguaggi usati nel titolo, scandalo tale da meritare la querela: quattro stupratori, con tanto di mascherata per meglio terrorizzare il malcapitato ragazzino, non possono essere definiti pervertiti?
Come li vogliamo chiamare: burloni? Bizzarri? Perché non “pervertiti”, vocabolo che Freud avrebbe giudicato del tutto adeguato? Non ci sembra un insulto ma una descrizione. Se le associazioni gay lo ritengono volgare ci spieghino quali sono, secondo loro, i confini della perversione, e a quali atti, se non a uno stupro orribile come questo, possa essere attribuito l’aggettivo. Ma se non è il termine “pervertiti” ad essere “inopportuno, scorretto e volgare”, è la parola “froci” a dare fastidio? Si tratta del vocabolo dispregiativo usato comunemente per indicare i gay, talvolta anche adoperato ironicamente da loro stessi; ricordiamo per esempio la mitica rubrica su Il Foglio, tenuta da Daniele Scalise, titolata, appunto, “froci”. Uno stupro non merita parole dispregiative? Cosa avrebbero dovuto scrivere, anziché “froci”, forse “gay”

In vista della prima unione civile celebrata a Bologna, scrivono: «Dopo l’approvazione del ddl cosiddetto Cirinnà, a Bologna due tre giorni fa è andata in scena la prima parodia del matrimonio con tanto di fedi nuziali, damigelli e tutto ciò che è tipicamente connesso alle unioni contratte in comune». Anche qui appare evidente come il tono non informativo ma denigratorio, così come nel raccontare un omicidio commesso da un gay dicono che quel fatto metterebbe in luce «ancora una volta, i reali rischi e pericoli riguardo il tanto “decantato” e incentivato stile di vita omosessuale». Stando alla loro teoria, dinnanzi ad un omicidio commesso da un etero dovremmo dunque poter dire che l'omosessualità è dannosa?

Questi contenuti non rappresentano certo un diritto d'opinione, ma una propaganda volta a colpire un intero gruppo sociale sulla base di bugie e insulti. Ma ciò non toglie che da ora in poi Google aiuterà questi insulti a raggiungere un pubblico sempre più ampio, aiutando l'azione di quei gruppi che vogliono convincere sempre più persone che l'illegalità, l'insulto e la discriminazione siano leciti se ci cita a casaccio Dio mentre si perseguitano intero gruppi sociali.
A chiunque volesse protestare dinnanzi a questa deriva omofoba, ricordiamo che è possibile comunicare con lo staff di Google News accedendo all'home page del servizio e cliccando sul link "invia feedback" presente in fondo alla pagina. Così, giusto per ricordare che c'è differenza fra un'opinione e una serie di insulti gratuiti che ledono la dignità stessa di milioni di persone (che peraltro in quelle pagine vengono paragonate ad animali) sostenendo che l'omosessualità sia una malattia che deve essere stigmatizzata e perseguitata.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5]
9 commenti