Il Giornale attacca il Papa perché alla GMG non ha fomentato odio anti-gay e anti-islam



Non c'è da stupirsi se alcuni parrocchiani violenti di Rossano hanno annullato il concerto di quattro ragazze che sospettavano potessero essere gay. Questa ideologia dell'odio non nasce dal nulla, ma è fomentata e coltivata da tempo anche da testate nazionali.
Ne è un esempio Il Giornale, capace di pubblicare un articolo che mostra tutta la sua discriminazione già nel titolo: "Gmg, se la festa degli italiani la conduce l'icona del gay pride". Inutile a dirsi, il quotidiano sostiene che i gay siano come degli infetti che potrebbero contagiare qualunque cristiano creda nell'amore predicato da Gesù e non nel disprezzo che l'integralismo cattolico sfrutta per i suoi piani politici.
Senza citare nomi e riferendosi a fantomatici «giovani pellegrini che preferiscono rimanere anonimi», il quotidiano sferra il suo attacco contro Nunzio Galantino e i gay. Sostiene che alcuni pellegrini sarebbero stati infastiditi dalla «presenza come conduttrice nella festa degli italiani a Cracovia di Lodovica Comello, che solo un mese fa era stata madrina ufficiale del Gay Pride di Milano».
E dato che a Il Giornale piacerebbe vedere una bella guerra di religione, ecco che i suoi  «pellegrini anonimi» sarebbero rimasti delusi dal mancato invito ad un genocidio compiuto nel nome di Dio. Stando a quello che riporta il quotidiano, «voci critiche serpeggiano anche sulla dichiarazione del Papa di trovarci in guerra, ma non in una guerra di religione. È un non più giovane patriarca di Antiochia, Ignazio Giuseppe III Younan su Radio Uno a dar voce al brusio sotterraneo sulle parole di Francesco: "Con tutto il rispetto per il Santo Padre, non è corretto quello che lui dice. Qui stiamo subendo l'odio da parte di una religione"».
Più o meno è quanto potrebbero dire le vittime dell'odio di questi "pellegrini" che forse sarebbero stati più a loro agio ad un raduno neofascista dato il disprezzo che oestntano dietro ad una falsa fede cristiana.
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