Il sindaco leghista di Cascina: «Il registrucolo degli amanti omosessuali è un'invasione di campo»



Per i leghisti l'omofobia è quasi un vanto, in quel clima in cui la loro esistenza pare interamente basata sulla propaganda contro le minoranze. Dapprima ce l'avevano con i meridionali, poi con gli stranieri, ora con i non-cristiani e gli omosessuali. Insomma, si decide una vittima e la si accusa di qualunque male esattamente come facevano i nazisti con gli ebrei (con l'unica variante che i leghisti cambiano obiettivo a seconda della convenienza del momento).
Tra loro c'è anche Susanna Ceccardi, il sindaco leghista di Cascina che dalla sua pagina Facebook si dice incapace di comprendere perché mai i gay non debbano avere meno diritti di lei anche se a lei proprio non piacciono (evidentemente preferisce un Salvini che considera le donne alla stregua di bambole gonfiabili da usare solo a scopo sessuale).

Scrive la donna:

Non mi piacciono, e non mi sono mai piaciute, le invasioni di campo da parte dello Stato nella vita privata, in questo caso affettiva e sessuale. Di solito sono tentativi di cambiare il costume e le convinzioni personali, con metodologie estremamente illiberale. In questo Paese esiste l'istituto matrimoniale, funzionale a regolare e tutelare innanzitutto i diritti dei bambini, direttamente o indirettamente attraverso l'individuazione del contesto in cui il bambino ha da nascere e crescere. Contesto che, riconosciuto, può quindi essere favorito e tutelato anche attraverso specifiche e conseguenti politiche di favore fiscale, considerando che la generazione e l'educazione dei figli è un bene erogato dalla famiglia di cui gode l'intera società, per il qual motivo è ragionevole che lo Stato corrisponda attraverso una minore imposizione fiscale. Al di fuori di questo particolare contesto naturale, che ha rilevanza pubblica e deve quindi essere individuabile per le erogazioni e le tutele dette, ogni cittadino è padrone dell'esercizio dei propri diritti individuali.
Credo quindi che, una volta individuati i diritti che si ritiene un soggetto debba poter esercitare, quei diritti gli vadano riconosciuti in quanto individuo, attraverso il Codice Civile, senza costringerlo a mettere per iscritto con chi va a letto per poterli esercitare. La pensione uno la lasci a chi gli pare, l'assistenza carceraria e sanitaria uno la gestisca con chi gli pare, uno deleghi chi vuole a decidere per lui in caso di morte sulla donazione degli organi. Non serve un nuovo istituto giuridico di coppia, siano regolati come diritti dell'individuo.

Come tutto l'integralismo, anche lei pare parlare per slogan, sostenendo che la sua priorità sia quella di negare dignità alle coppie gay per relegarle in diritti individuali che non vedano alcuna differenza fra una sveltina e un rapporto stabile che dura da decenni.
Spiegato come il suo scopo sia quello di negare dignità alla coppia in quanto tale e sostenuto che le famiglie gay non abbiano rilevanza sociale al contrario delle ventenni che si sposano dei vecchi al solo fine di ereditare, la leghista non manca di tirare in ballo i bambini. Ma anche in questo caso pare dimenticarsi che il matrimonio non obbliga alla procreazione e che la sua definizione rischia di escludere tantissime famiglie eterosessuali senza figli.

Tragicomico è poi il suo passare tempo a spiegare che lei si ritiene superiore perché si fa penetrare da uno o più maschi che la potrebbero ingravidare, sostenendo poi che il riconoscimento pubblico dell'amore altrui sarebbe un'invasione della privacy. Peccato che nel suo intero discorso sia stata proprio lei a manifestare una perverso fantasia su cosa le coppie facciano nel loro letto.

Si arriva poi all'insulto aperto:

Questo Stato guardone, tutto sommato moralista mentre gioca a fare il libertino LGBT, che pretende di conoscere preventivamente la vita privata delle persone per decidere quali diritti riconoscere loro, è una vergognosa violazione del diritto di natura, secondo quello statalismo collettivista che la sinistra ha sempre supportato e mai abbandonerà. Si riconoscano le coppie eterosessuali che si impegnano agli oneri matrimoniali, in particolare in relazione alla generazione ed educazione dei figli: tanto dai, tanto ricevi. Per il resto, ognuno è individuo e gli si devono riconoscere i conseguenti diritti: il registrucolo degli amanti omosessuali è un'invasione di campo che ha ragioni di progettualità ideologica, in vista del mutamento del concetto di famiglia e dell'aberrante adozione al di fuori dal contesto della famiglia naturale, contro cui anche gli omosessuali dovrebbero indignarsi.

La leghista conclude il suo discorso sostenendo che i soldi della comunità verranno impiegati per permettere azioni illegali che consentano ad ogni omofobo di poter negare il diritto alla dignità altrui sulla base di ideologie tipiche del nazismo che vedono presunti diritti di nascita introdotti nello stato familiare:

Alcuni vorrebbero un Sindaco semplicemente esecutore delle volontà dello Stato: ci dispiace per chi concepisce l'amministrazione di un Comune in modo così servile: a noi invece lo Stato piace poco e, laddove legalmente possibile, agiamo e agiremo in autonomia e indipendenza. Il team di legali messosi gratuitamente a disposizione per studiare soluzioni e possibilità sta lavorando per difendere quanto più possibile il diritto all'obiezione di coscienza. Cascina e i cascinesi meritano di più che l'esecuzione delle volontà di questo Stato patrigno.

Insomma, lei vuole delinquere a danno di una parte dei suoi cittadini mentre esigerà di essere pagata anche da loro. Il tutto attraverso attribuzioni curiose e criminali che attribuisce al termine "naturale", forse ignorando che i padri costituenti lo avessero scelto proprio per contrastare quei distinguo che lei vorrebbe reintrodurre.
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