Immagini sessiste per offendere la presidente di Stonewall Siracusa e la sua compagna



«Sono disgustata e arrabbiata! È come se qualcuno avesse insozzato e offeso il nostro amore. Ma ha solo cercato perché ovviamente non è così. Mi risulta che questo "gentiluomo" ha già altre denunce e diverse segnalazioni all'Ordine... ma continua imperterrito a fare i suoi comodi. Me la prenderei con tutto l'O.d.G. e con chi da conto e credito a personaggi come lui». È quanto dichiara Tiziana Biondi, presidente dell'associazione Stonewall GLBT Siracusa dopo la pubblicazione di immagini offensive e sessiste in cui il giornalista Salvo Benanti ha offeso la donna e la sua compagna.
«Ovviamente il problema è che con questa immagine e questo post non ha offeso solo me e la mia compagna ma tutta la comunità lgbt -prosegue Tiziana-  In oltre 20 anni di attivismo in prima linea ne ho viste tante e sono pronta a tutto ma non mi abituerò mai all’ignoranza, alla cattiveria e a indecenze intellettuali come queste soprattutto da parte di chi dovrebbe a suo dire fare informazione. La rabbia nasce dal fatto che tutto questo in Italia è tollerato e scambiato per "libertà di opinione o di espressione" o per delle innocenti battute sulle quali fare delle grasse risate. Ma il buon senso e soprattutto la buona educazione ci dicono che non è così.... Viviamo in una società nella quale gente come questi signori si scandalizzano o sfottono due uomini o due donne che si amano e che si baciano e poi trovano del tutto "normale" e giusto che culi e tette vengano spammati ovunque... Ecco perché con Stonewall investiamo tanto sull'Educazione al rispetto di tutte le "differenze", affinché quelli che saranno gli adulti di domani non diventino come questo individuo. Affinché tutti possano essere semplicemente e liberamente ciò che sono: con pari dignità e rispetto [...]
Un’altra cosa mi ha delusa e disgustata?: la reazione della gente che popola il web davanti ad episodi come questo. In tanti troppi fanno finta di niente, minimizzano, come se la cosa non li riguardasse o non potesse riguardare, un domani i propri figli o una persona a loro cara.».


L'accaduto viene spiegata anche da una nota dell'associazione:

Atlete azzurre giudicate per il loro fisico e non per le abilità sportive e quindi apostrofate su un noto giornale come “cicciottelle”, la presidente della Camera, Laura Boldrini insultata e derisa quotidianamente con appellativi che nulla hanno a che vedere con il suo ruolo politico-istituzionale, lo ricordiamo di terza carica dello Stato, ma al contrario col suo essere di sesso femminile e cosa più grave per alcuni di donna di potere. Tra gli ultimi insulti ricevuti il paragone da parte del leader della Lega Nord, Salvini ad una bambola gonfiabile. Lo stesso dicasi per la ministra Maria Elena Boschi, anche lei continuo bersaglio di insinuazioni ed insulti di natura sessista che, non hanno ovviamente alcuna attinenza, essendone lontani mille miglia con un normale e democratico dibattito politico. Perché è così che si fa in Italia se l’obiettivo è screditare o semplicemente raccontare donne famose e non, a maggior ragione se rivestono ruoli istituzionali o di potere, le si attacca e giudica, non per le loro capacità-competenze ma denigrandone la vita privata e/o ridicolizzandone il fisico. Si chiama #Sessismo ma potremmo tranquillamente parlare di #pregiudizio, #ignoranza, #volgarità gratuite, tra le più becere ed arcaiche manifestazioni della cultura patriarcale secolare che ancora oggi, facendo leva su ampie sacche di ignoranza e pregiudizio, influenza negativamente l’educazione dei nostri figli e di conseguenza l’evoluzione della nostra società. Al lunghissimo elenco delle italiane vittime di tale cultura misogina e retrograda, da ieri pomeriggio si sono aggiunte purtroppo anche la presidente di Stonewall GLBT Tiziana Biondi e la sua compagna Carmen Bellone. “Ognuno coi suoi gusti” recita un post su Facebook, corredato da una foto delle due donne che si baciano durante la sfilata del Siracusa Pride di qualche settimana fa, affiancate nella successione fotografica da una seconda immagine che ritrae prominenti quanto completamente nudi glutei di donna. Biondi e Bellone, in coppia da dieci anni e da altrettanti impegnate non soltanto nella difesa dei diritti civili ma attive con associazioni e realtà locali del terzo settore nel volontariato sociale e solidale, sono divenute così, loro malgrado, oggetto di una volgare, quanto pseudo ironica e pruriginosa allusione, all’orientamento sessuale di siracusani e non, iscritti al gruppo FB “I Fatti della Domenica”. Artefice della becera trovata, che associa in se non solo il dubbio gusto dell’autore ma anche e soprattutto la natura profondamente sessista delle immagini, il giornalista e direttore della testata giornalistica collegata alla pagina FB incriminata, Salvo Benanti. In seguito a ciò la presidente Biondi, sostenuta dall’assemblea dei volontari dell’associazione Stonewall, premettendo di non essersi mai sottratta al confronto o a qualsiasi interlocuzione chiarificatrice in passato così come continuerà a fare in futuro, comunica di non voler assolutamente far passare sotto silenzio un tale atto di viltà misogina che nulla ha a che vedere con la satira e men che meno con l’ironia. Per questo motivo informa di aver intrapreso nei confronti del suddetto giornalista le vie legali ed intende altresì segnalare l’episodio all’Ordine regionale dei Giornalisti. Nel frattempo Biondi e Bellone esprimono soddisfazione per la decisione degli amministratori di Facebook di accogliere la miriade di segnalazioni pervenute, provvedendo ad oscurare le foto in questione, giudicate evidentemente dal contenuto offensivo.
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