«Io, catechista, insegno ai bambini che è sbagliato fare sesso sicuro»



L'integralismo cattolico (al pare di quello islamico) pare avere forti problemi con il sesso. Sostengono che non se ne debba parlare, che debba essere vissuto con vergogna e che Dio abbia creato la sessualità solo per tormentare le persone e per costringerle ad un'astinenza forzata. Ma, soprattutto, hanno creato una serie di dogmi, tra cui il sostenere che Dio voglia che il sesso sia praticato a rischio della propria salute. La loro teoria è che sia Dio a volerlo, dato che Adamo ed Eva non usavano il preservativo.
In realtà sappiamo che rudimentali forme di protezione venivano usate anche nell'antichità: nel 1500 a.C. gli egizi ne raffigurarono l'utilizzo nei loro geroglifici, così come prove storiche documentano la sua diffusione nel mondo greco-romano e nell'impero romano. Ovviamente non erano il lattice ma fatti con budelli di animali, anche se ciò non toglie che se fosse Dio a non volerne l'utilizzo, probabilmente Gesù ne avrebbe parlato dato che si trattava di un qualcosa di conosciuto già alla sua epoca.
E riguardo alla "naturalità" dell'atto, ci sarebbe da chiedersi se i cattolici si avvicinano alle persone contagiose senza mascherine perché Adamo ed Eva non ne erano dotati o se la loro ossessione contro le pratiche di prevenzione dalle malattie sia limitato solo ed esclusivamente al sesso.
Il problema, però, è come questa ossessione personale possa essere tramutata in un rischio per la salute dei più giovani, incentivati a non proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili. Ed è fra i commenti lasciati nel blog di Costanza Miriano che ci si può imbattere in testimonianze da pelle d'oca.

Parlando di educazione sessuale nelle scuole, un utente scrive:

Pensando alla mia personale esperienza di catechista, mi è stata anche proibita di parlare del sesto comandamento, mentre in un’altra parrocchia non era proibito ma nessuno ne parlava. Una suora mi disse di non aver paura di parlare del sesto comandamento coi bambini anche se sapeva che avrei avuto tutte le mamme contro di me. Davanti ad un gruppo di una trentina di mamme, parlando dei metodi naturali, una sola mamma era interessata a metterlo in pratica, mentre le altre avevano paura della reazione del marito. C’era chi si sentiva dire in confessione di non usarlo per non sfasciare la famiglia. Secondo le statistiche soltanto il 4% delle coppie usa il metodo naturale. Una mia amica catechista mi disse che al suo corso prematrimoniale le coppie dei fidanzati erano tutte conviventi. Ammettiamo per ipotesi che la scuola rispetterà la decisione dei genitori di non dare lezioni sul sesso, mi chiedo quanti saranno i giovani a ricevere una educazione sessuale coerente in famiglia. Non fino a quando la donna non avrà imparato a superare la sua paura di rifiutare i rapporti prematrimoniali e di usare i metodi naturali nel matrimonio. Non so come sia la situazione nel resto del paese, dove abito io mi sento una voce che grida nel deserto.

Interessante è notare come quella stessa gente che va in giro a dire che l'educazione al rispetto non deve essere tollerata sulla base del pregiudizio di poche persone, è la stessa che su consiglio di una suora va da dei bambini a parlargli di adulterio anche contro il volere dei loro genitori. Ma non solo, viene anche teorizzata la vera "ideologia gender" nell'ipotizzare che la donna sia costretta dall'uomo ad avere rapporti prematrimoniali, in quella visione in cui la sua sottomissione al maschio le impedisca di prendere decisioni per sé stessa se sgradite al marito.
Ma trattandosi di argomenti che si chiede siano insegnati ai ragazzi, c'è da domandarsi se davvero questa gente non si senta fuori dal tempo. A fronte di una progressivo abbassamento dell'età in cui i ragazzi iniziano ad essere sessualmente attivi, davvero chiedono che la scuola dica loro di non fare sesso e di non usare i preservativi dando per scontato che il loro matrimonio sia una relazione stabile in cui giocare alla roulette russa per la messa al mondo di figli?
E sei figli dovessero decidere di far sesso anche se ai loro genitori non va, non sarebbe forse meglio spiegare loro come farlo in sicurezza senza correre il rischio di doverne pagare le conseguenze a vita? Davvero l'oscurantismo è l'unico modo con cui questi personaggi sperano di poter imporre la loro volontà agli altri, temendo che una corretta informazione possa limitare la scelta degli adolescenti? In fondo chi vorrà attendere il matrimonio potrà tranquillamente farlo, indipendentemente dal fatto che sia stato informato sulle regole di una corretta sessualità. Di contro, l'oscurantismo rischia di minacciare la salute di chi non ha ricevuto informazioni dalla famiglia e alle volte viene da domandarsi se questa gente non speri di vederli morire qualora osino fare sesso al di fuori dei loro dogmi.
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