La gestapo integralista attacca il Queer Lion: «I gay sono immorali e noi cristiani ci sentiamo offesi dalla loro esistenza»



Il Queer Lion Award è il premio cinematografico che dal 2007 viene anualnente attribuito al "Miglior Film con Tematiche Omosessuali & Queer Culture" tra quelli presentati alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Ora, però, l'integralismo cattolico chiede sia vietato nel nome del loro disprezzo verso gay e lesbiche (unito alla solita strumentalizzazione di Dio quale legittimizzazione alla violenza).
Tutti i siti vicini ai movimenti nazisti anti anti-gay danno "notizia" di un'offensiva messa in atto da alcune organizzazioni politiche e sociali che sperano di trarre guadagni personali dall'omofobia. Utilizzando il gergo classico dei gruppi neofascisti, scrivono :

L’omosessualismo, cioè la propaganda della normalità del sesso tra uomini (o donne) è sempre più diffuso nel mondo del cinema. Tanto da aver fatto diventare “queer” anche il Leone di San Marco con tanto di ali arcobaleno. Tutto questo in occasione del festival del cinema LGBT che si svolge in parallelo a quello di Venezia. Il leone gay non è andato giù a molti tanto che Marco Bonazzi, (Associazione Famiglia e Civiltà), Palmarino Zoccatelli (Comitato Veneto Indipendente) e Nicola Cavedini (Comitato Celebrazione Pasque Veronesi) hanno scritto una lettera di protesta a Luca Zaia. «Non sfugge a nessuno la blasfemia e l'immoralità di una rassegna in cui si premia il miglior film omofilo, sotto le ali dell'Evangelista; ancora più squallido è il video promozionale della rassegna, con immagini di nudo integrale maschile, pubi e deretani offerte a tutti. Crediamo che la misura sia colma e che qualcuno debba dire una parola di fermezza, a fronte di quest'evidente campagna di omosessualizzazione della società, con l'avallo delle Istituzioni».

Gli ingredienti ci sono tutti: si afferma che i gay sarebbero «blasfemi» e «immorali» per il solo fatto di esistere, riproponendo gli slogan dell'Isis dopo aver provveduto a sostituire il nome di Allah con quello di Dio per far presa sui bigityi. Si sostiene che i sedicenti "cristiani" deterrebbero la proprietà dei simboli cittadini e si chiede di censurare il diritto di espressione di intere comunità. Ma forse la loro malafede appare evidenze dinnanzi a persone che nel 2016 vanno in giro a dire che loro non sono "diventati" gay solo perché c'era discriminazione e violenza contro le minoranze. E pensare che ci vorrebbe cosi poco a capire che l'orientamento sessuale non si sceglie e che Dio non odia i gay.
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