Massimo Gandolfini dice che la famiglia è procreazione, ma lui non ha mai procreato



«Il sesso non è il piacere sessuale è la procreazione, la trasmissione della vita, una creatura nuova». È quanto sosteneva Massimi Gandolfini dal palco del Family day, sostenendo che l'unica famiglia meritevole di diritti sia quella eterosessuale che procrea figli. Peccato che lui non abbia mai procreato.
A raccontarlo è il sito integralista "Libertà e persona" che, nel promuovere il suo nuovo libro anti-gay, afferma:

Neurochirurgo specializzato in psichiatria, direttore del Dipartimento di neuroscienze per la chirurgia testa-collo nell’ospedale Poliambulanza di Brescia, consultore vaticano per l’esame dei miracoli che hanno portato sugli altari Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II, Elisabetta della Trinità e Charles de Foucauld, il professor Gandolfini ha cambiato vita dopo l'incontro con Francisco Argüello, detto Kiko, lo spagnolo fondatore del Cammino neocatecumenale. In questo libro dice la sua sulla deriva etica che l'ha costretto a portare in piazza oltre 1 milione di italiani: unioni civili, utero in affitto, adozioni gay, omosessualismo, teorie gender. E racconta per la prima volta di sé e dei sette figli che ha adottato perché non poteva averne di suoi, tre dei quali sarebbero morti se Gandolfini e la moglie, medico come lui, non li avessero accolti e curati con la loro scienza in una casa che è a un tempo famiglia e ospedale.

Inutile a dirsi, la vita di altri bambini potrebbe essere salvata se Gandolfini non impedisse ad altre famiglie di poter adottare altri bambini bisognosi, così come è interessante sarebbe capire perché voglia imporre la procreazione quale distinguo della famiglia mentre la sua è la primo a non dover essere ritenuta tale secondo le due stesse regole.
Un uomo che dice che due gay non devono poter adottare figli perché non bastano alla procreazione e dovrebbero prendere quel limite come una volontà divina, poi come può adottare se la natura ha deciso che lui non avrebbe divuto avere figli. Quale sarebbe la differenza se non il suo pregiudizio contro i gay?

Tra l'integralista che non ha procreato e il divorziato che non vuole il divorzio, gli organizzatori del Family day paiono la negazione stessa dell'ideologia che vorrebbero imporre.
Immancabile è anche il collegamento fra Gandolfini e la Chiesa Cattolica, così come l'influenza dei neocatecumenali in un progetto che persino gli integralisti indicano come un'azione politica. Dice l'articolo:

Chi è in realtà, che cosa vuole e fin dove è disposto ad arrivare Massimo Gandolfini, il presidente del comitato Difendiamo i nostri figli, comparso all'improvviso all'orizzonte dell'Italia con il Family day? E perché ha sfidato il premier Matteo Renzi? Questo movimento di popolo diventerà un partito?
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