Omphalos Perugia ricorda il uso fondatore nel ventennale della sua scomparsa



Tutta Omphalos si stringe con emozione nel ricordo del suo fondatore e primo presidente Saverio Tersigni detto Roberto in occasione del ventennale della sua scomparsa avvenuta il 19 agosto 1996. Roberto, abruzzese di origini, ma perugino d'adozione, è stato un punto di riferimento per la comunità LGBTI (lesbica, gay, bisessuale, transessuale e intersessuale) di Perugia e provincia per molti anni.
«Ho conosciuto Roberto nel 1994 –ricorda Patrizia Stefani, co-presidente di Omphalos– quando finalmente aveva ottenuto per l'associazione la sede di Via Fratti, in pieno centro storico, aveva lavorato per quell'obiettivo instancabilmente per molto tempo. Erano anni molto difficili per la comunità gay e lesbica, e la sua iniziativa è stata coraggiosa e lungimirante, Roberto ha iniziato a costruire nel territorio una rete di solidarietà tra persone gay e lesbiche fin dal 1989, una realtà che nel 1992, si è finalmente formalizzata nell'associazione "Solidarietà Totale" (il primo nome di Omphalos). Era allegro e sorridente ed io che intimorita mi affacciavo per la prima volta ad una associazione LGBTI ero sempre rassicurata dalla sua presenza».
«Roberto Tersigni –aggiunge Emidio Albertini, co-presidente dell’associazione– è stato il fondatore di un'associazione di cui ci apprestiamo a celebrare i 25 anni di attività continuativa il prossimo anno, un traguardo che dobbiamo anche grazie a lui. Il ricordo di Roberto è anche un'occasione per riflettere su due principi del suo attivismo che rimangono ancora importanti insegnamenti per tutte e tutti noi: fare e sentirsi comunità da un lato e mettere al centro dell'attivismo LGBTI la solidarietà».
«Noi ci sentiamo eredi della sua idea associativa –concludono i co-presidenti– ed è per questo che vogliamo ricordarlo intitolando alla sua memoria il centro di documentazione di Omphalos che ha lui stesso contribuito a costituire. Ci teniamo a far conoscere alle nuove generazioni il suo operato, perché quello che Omphalos è oggi lo dobbiamo anche a lui e alla sua tenacia».
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