Provita attacca i gay sostenendo che più della metà di loro abbia l'Aids



Non passa giorno senza che Toni Brandi aggredisca la comunità gay con insulti e insinuazioni. Ogni santissimo giorno dell'anno, migliaia di persone devono subire la sua inaccettabile violenza, costantemente volta a creare odio e violenza nei loro confronti attraverso il suo sostenere che i gay sono malati, contro natura, infettivi, pericolosi... insomma, qualunque offesa gli venga in mente per attaccare un'intera comunità e per convincere i genitori bigotti a torturare i loro figli qualora non siano come lui ha deciso debbano essere.
Questa volta se n'è uscito con il sostenere che più della metà dei gay abbi l'Aids. Ovviamente per sostenere un simile insulto alla ragione, l'integralista deve inventarsi dati statistici che non stanno né in cielo né in terra. Dinnanzi ad una popolazione omosessuale stimata intorno al 10% del totale, la sua associazione scrive:

I gay sono il 2% della popolazione statunitense, ma i casi di AIDS in America riguardano per il 55% uomini che fanno sesso con altri uomini.
Il dato è diffuso dall'autorità governativa USA per il controllo e la prevenzione delle malattie, il CDC.

Incurante di come lui sia il primo a chiedere che ai ragazzi sia negata una sana educazione sessuale, aggiunge:

Più di nove su dieci nuove diagnosi di AIDS (92 per cento) riguardano giovani gay e bisessuali di età compresa tra i 13 e i 24 anni.
Se questa tendenza continuerà, uno ogni sei uomini che fa sesso con uomini contrarrà l'AIDS. Oltre tutto già, il 15 per cento degli omosessuali positivi all'HIV non sanno di essere infetti, secondo l'agenzia governativa.
Sono inoltre a rischio grave anche per la diffusione delle altre malattie malattie sessualmente trasmissibili, come la sifilide, la gonorrea, clamidia. A Londra The Guardian ha parlato nei giorni scorsi della preoccupazione per la recrudescenza del contagio di sifilide, che al 90% colpisce la popolazione omosessuale (si veda l'articolo dell'Osservatorio Gender che ne parla diffusamente).

Il riferimento non è casuale. Per poter sostenere le loro tesi, è inevitabile che si aggrappino ad articoli di altri gruppi integralisti a loro collegati dato che i dati reali smentirebbero le loro tesi. Ma chi vuole diffondere criminalmente dell'odio contro le sue vittime, difficilmente si preoccuperà di mostrare un minimo di etica. Ne è una semplice dimostrazione il fatto che il loro articolo si contraddica da solo: ad un certo punto non è più il 55% dei gay ad essere accusati di essere "infetti" ma solo quelli di una comunità maggiormente emarginata. Contraddicendosi, dicono:


Gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini hanno 44 volte in più degli etero la probabilità di contrarre l'AIDS e 40 volte più delle donne. Il 55% dei gay di colore sono infetti.

Il motivo si simili contraddizioni è abbastanza ovvio. Brandi prende studi destinati ad individuare i gruppi più a rischio per cercare di usarli a scopi denigratori. Inevitabile è che debba strumentalizzare i fatti, altrimenti non potrebbe arrivare a scrivere che:

Peter LaBarbera, presidente di Americans for Truth, ha detto che è notevole e incomprensibile l'incoerenza, però, delle stesse autorità che lanciano l'allarme sul contagio di AIDS, in USA. Esse non spiegano che il rischio è associato essenzialmente al sesso fra uomini. Non si ammette la pericolosità oggettiva dei rapporti innaturali.
I corsi scolastici di educazione sessuale dovrebbero esplicitare l'alta incidenza di tali rischi, in un mondo sano di mente bisognerebbe spiegare che è pericoloso il sesso omosessuale.
Invece, il CDC dà la colpa del contagio alla società ‘omofobia’ e allo ‘stigma’ che ricevono i malati di AIDS.
Abbiamo sempre detto che è questa reticenza la vera omofobia…

Esatto. Brandi decontestualizzare criminalmente dei dati scientifici per attrubuirgli tesi diffamatirie solo perché a lui e ai suoi amici nazisti piace diffondere odio per arricchirsi con la discriminazione e la morte del prossimo. Tanto per lui i bambini sono solo oggetti da usare per la sua propaganda e di certo a lui non frega nulla se il suo odio danneggerà la loro vita o li spingerà al suicidio.
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