Rio 2016, pioggia di medaglie per gli atleti lgbt



Le Olimpiadi di Rio de Janeiro si sono concluse con la più grande visibilità LGBTI mai registrata, con ben 55 atleti che hanno fatto coming out come gay, lesbiche o bisessuali. Non solo. Si è assistito anche alla proposta di matrimonio dell'atleta Tom Bosworth sulla spiaggia di Rio o alla medaglia d'oro comune vinta dalle giocatorici di hockey sposate Helen e Kate Richardson-Walsh, una novità assoluta nella storia delle Olimpiadi.
Nel loro complesso, 55 atleti sono stati in grado di portare a casa 25 medaglie, ossia quasi la metà degli atleti dichiarati ha vinto una medaglia.Ma forse dietro ad un simile successo si cela un problema: a dichiararsi sono principalmente gli atleti di successo, mentre un simile passo risulta difficoltoso per chi è maggiormente in ombra. Allo stesso modo è difficile notare come a dichiararsi siano principalmente le donne, ennesima riprova di come l'omosessualità maschile venga maggiormente stigmatizzata.
Va sottolineato anche come gli atleti dichiaratamente lgbt provengano solo da 15 paesi su 206, prevalentemente da Europa e Nord America.

Di seguito tutte le medaglie vinte da atleti lgbt:

Oro: Nicola Adams (Gran Bretagna, boxe), Caster Semenya (Sud Africa, corsa di 800 metri), Rafaela Silva (Brasile, judo a 57 kg), Kate e Helen Richardson-Walsh e Susannah Townsend (Regno Unito, hockey), Seimore Augustus, Elena Delle Donne, Brittney Griner e Angel McCoughtry (USA, basket).

Argento: Alexandra Lacrabère (Francia, pallamano), Lisa Dahlkvist, Nilla Fisher, Hedvig Lindahl e Carolina Seger (Svezia, calcio), Carlien Dirkse van den Heuvel e Maartje Paumen (Paesi Bassi, hockey), Sunette Viljoen (Sud Africa, giavellotto), Rachele Bruni (Italia, nuoto 10km), Carl Hester e Spencer Wilton (Regno Unito, dressage).

Bronzo: Stephanie Labbe e Marie-Eve Nault (Canada, calcio), Tom Daley (Regno Unito, tuffi sincronizzati 10 metri), Jen Kish (Canada, rugby).
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