Secondo Provita, i gay sono «blasfemi» per il solo fatto di esistere



Essere gay in Italia significa subire la violenza quotidiana di Toni Brandi, l'integralista che ha votato la sua vita alla creazione di odio contro un intero gruppo sociale. Il tutto alternando le sue aggressioni alle minacce di azioni legali con cui spera di intimidire chiunque osi rivendicare i propri diritti anche contro il suo volere.
Ed è cosi che, nonostante il Queer lion esista da decine di anni, il suo gruppo d'odio lo propina come una novità assoluta al fine di convincere i suoi adepti che i gay sono una minaccia a cui è necessario negare il dititto stesso all'esistenza.

Con i toni classici della peggiore propaganda nazista, conditi con il vittimismo di chi di dice discriminato perché non può impedire l'esistenza altrui, la sua associazone scrive:

L'omosessualismo, cioè la propaganda del sesso tra uomini (o donne) invade il cinema, e si sa.
Si fanno in ogni occasione film che propagandano la normalità del sesso gay, e anche a questo siamo abbastanza abituati. Ma che anche il Leone di San Marco sia diventato “queer” (Il Queer Lion) con tanto di ali arcobaleno, come accade in occasione del festival del cinema LGBT che si svolge in parallelo al festival del cinema di Venezia, beh, questo leone gay, dicevamo, non è andato giù a molti Veneziani (in realtà anche chi non è di Venezia potrebbe a buon titolo indignarsi per questa che è una vera e propria profanazione di un simbolo sacro).
Né son contenti che si usino il logo della Regione Veneto e i soldi dei cittadini per fare propaganda all'omosessualismo, ben condito di porno (basta vedere lo spot pubblicitario della cosa che è pieno di uomini nudi e di sederi maschili ammiccanti). Non poteva poi mancare la benedizione della Presidenza del Consiglio e dell'UNAR, ovviamente.

Come sua consuetudine, Brandi attribuisce sommariamente il suo pensiero unico al mondo intero, così come conferisce sacralità a quello che è il simbolo di una città laica. Chissà se qualcuno la ha edotto che il Medioevo è finito da qualche tempo.
Il tema politico, invece, rientra perfettamente nel suo abuso della religione e dell'omofobia quale promozione per i gruppi neonazisti a lui vicini. Tipico è anche il suo voler spaventare i bigitti aytraverso il suo sistenere che i gay siano infettivi e possano far "ammalare" di omosessualità i figli di quei sedicenti crustiani che odiano i gay.

Si passa poi a dichiarare:

Qualcuno, quindi, si è mosso: per l'associazione Famiglia e Civiltà Marco Bonazzi, per il Comitato Veneto Indipendente Palmarino Zoccatelli, per il Comitato Celebrazione Pasque Veronesi Nicola Cavedini, hanno scritto al Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, una lettera di protesta in cui segnalano questa indecorosa rivisitazione del leone dell'Evangelista San Marco.
“Non sfugge a nessuno la blasfemia e l'immoralità di una rassegna in cui si premia il miglior film omofilo, sotto le ali dell'Evangelista; ancora più squallido è il video promozionale della rassegna, con immagini di nudo integrale maschile, pubi e deretani offerte a tutti.
Crediamo che la misura sia colma e che qualcuno debba dire una parola di fermezza, a fronte di quest'evidente campagna di omosessualizzazione della società, con l'avallo delle Istituzioni“, scrivono le Associazioni mittenti.

Parole folli a cui l'associazione Provita aggiunge un «siamo perfettamente d'accordo».
Ma l'evidenza è quella di un gruppo d'odio pronto a bestemmiare Dio quale legittimizzazione a violenze e morte in un nuovo nazismo in cui la laicità dello stato è minacciata da chi chede che l'integralismo possa imporre la sua propaganda di morte al pari dell'Isis.
E il tutto attraverso un martellanento di continuo materiale atto a sostenere che non c'è nulla di male a voler far del male a gay e lesbiche, in atti troppo simili a quelli a cui si è assistito durante la nascita del nazismo.
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