Benedetta Frigerio: «L'omosessualità è una scelta e c'è una caccia alle streghe contro coloro chi pratica le terapie riparative in Italia»



È sconcertante il disprezzo per la vita che viene ostentato da integralisti come Toni Brandi o Riccardo Cascioli. Intenzionati a sfruttare l'omofobia a vantaggio politico dell'estrema destra, i due paiono pronti anche a danneggiare la vita di alcuni ragazzi.
Sappiamo tutti che le fantomatiche "terapie riparative" non hanno alcuna base scientifica, non funzionano e sono altamente rischiose perché possono spingere pratiche di autolesionismo o a suicidi. E forse non potrebbe essere altro dato che la loro formulazione si basa sull'incutere sensi di colpa nei ragazzi, ripetendo loro che sono sbagliati, che non vanno bene, che fanno schifo, che così non avranno mai una vita piena o che Dio li condannerà alla morte se non rinnegheranno la loro natura. Aggiungiamoci che un ragazzo sottoposto a quelle torture dai suoi stessi genitori non avrà mai supporto dalla famiglia ed è facile immaginare il perché di conseguenze così drammatiche.
Eppure, incuranti di quell'evidenza, loro continuano a dire che i gay devono poter "cambiare" perché loro rappresentano il modo giusto di essere ed ogni differenza deve essere stigmatizzata e condannata. Tanto saranno altri a pagare il prezzo e le conseguenze della loro ideologia.

Dopo il vergognoso articolo di ProVita in cui si sosteneva che l'omosessualità non sia innata e che possa essere "curata", la medesima tesi viene oggi rilanciata anche dalle pagine de La Nuova Bussola Quotidiana in quello stile tipico del branco in cui l'aggressione deve avvenire da più parti. La vergogna è un articolo intitolato "Gay non si nasce, parola di psicologa lesbica. E allora finisca l'attacco a chi vuol tornare etero" che è stato firmato dalla solita Benedetta Frigerio, fondatrice delle Sentinelle in piedi, redattrice di Tempi e collaboratrice di Cascioli.

La donna afferma:

Non è vero, «omosessuali non si nasce». Dunque non lo si è. E se non lo si è, risulta ingiusto definire una persona sulla base di un'inclinazione non innata. A confermarlo, pur eliminando i fattori esterni che possono causare le pulsioni verso persone dello stesso sesso (perciò negando che sia una malattia, comunque sempre assecondata dalla volontà), è stata persino l'attivista sedicente lesbica, membro dell'American Psychological Association (Apa), Lisa Diamond, nei capitoli che ha curato per il Manuale dell'APA su sessualità e psicologia. Anche lei, come le femministe più all'avanguardia, discepole della professoressa dell'Università californiana di Berkeley Judith Butler, è passata oltre l'omosessualità come dato genetico. E ha sposato il modello del "gender fluid", secondo cui la persona può mutare il proprio orientamento continuamente e a seconda di come si sente.

In realtà non è esattamente così, dato che la Frigerio riconduce al dualismo eterosessuale/omosessuale un discorso assai più complesso basato sulla premessa di un «concetto di identità sessuale composto da cinque diversi elementi: sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere, orientamento sessuale e orientamento affettivo». Ma è nell'incurante di come la sua tesi si basi sull'attribuire un diverso significato alle parole che la donna prosegue imperterrita nell'affermare:

Se il tentativo è evidentemente quello di convincere la società della bontà della libertà senza vincoli, Laura A. Haynes, psicologa clinica, ha sintetizzato l'ultimo contributo della Diamond, contenuto nel volume intitolato “Sexuality and Psychology”, così: «La battaglia contro “il si nasce così e non si può cambiare” è finita e lei sta dicendo agli attivisti Lgbt di smettere di promuovere questo mito». Già nel 2009, infatti, la psicologa pubblicò un volume intitolato “Sexual Fluidity” che veniva presentato così dall'Harvard University Press: «Questa prospettiva si scontra con la visione tradizionale per cui l'orientamento sessuale è un tratto stabile e fisso». Quella di Diamond sarebbe poi «la prima ricerca fatta nel tempo su un ampio numero di donne. Ha analizzato oltre cento donne in dieci anni, dall'adolescenza all'età adulta (…). “Sexual Fluidity” offre l'esperienza di cambiamento in prima persona di donne che si innamorano e disinnamorano di uomini o donne in diversi periodi della loro vita».

E se lì si parlava di sessualità fluida, la Frigerio porta l'argomento alle solite "terapie riparative" che vorrebbe usare per creare stigma contro quei gay che a lei proprio non piacciono. Ma se c'è l'assoluta certezza che nessun gay "sceglie" di essere gay, altrettanto non lo si può dire di una Frigerio che ha deliberatamente scelto di dedicare la sua vita alla promozione dell odio.
Nonostante citi Dio in continuazione e nonostante ostenti le sue continue gite mariane, la Frigerio pare ostentare anche una certa incapacità nel comprendere il significato della parabola in cui Gesù invitava a non giudicare: lei non solo giudica, ma provvede anche a crearsi delle giustificazioni a sentenze emesse a priori sulla base dei suoi personalissimi pregiudizi. Per la serie: "Tu sei sbagliato e prima o poi mi inventerà pure una scusa per giustificare il mio giudizio".

L'articolo prosegue dicendo:

Perciò, seppur realmente fedele al femminismo, per cui la donna deve poter scegliere di fare tutto ciò che vuole con il proprio corpo, le argomentazioni della psicologa creano dei seri problemi all'attivismo Lgbt che vuole vietare per legge le terapie di conversione e riparative, come già accaduto in Vermont, California, New Jersey, Ilinois, Oregon o Distretto di Columbia. Tutti Stati le cui norme sono state approvate sulla base del fatto che l'orientamento sessuale sarebbe immutabile.
Ma se non è così, appunto, e se l'orientamento fosse davvero frutto di una decisione, la libertà di scelta estrema predicata dalle femministe per essere coerente con se stessa dovrebbe accettare anche quella di chi vuole provare attrazioni congruenti al proprio sesso. Magari pensando che ci sono ragioni legate alla psiche che possono condizionare la libertà e che creano disagi alla persona.
Esattamente come ha spiegato Padre Johannes Jacobse (di vedute opposte alla Diamond), fondatore della American Ortodox Institute, «se una persona sente un desiderio omosessuale non significa che sia stata creata omosessuale» e se «decide di adottare un comportamento omosessuale, è una libera scelta, anche se il desiderio non lo è».

Esatto, nel 2016 siamo ancora dinnanzi a gente che si dice convinta che l'omosessualità sia «una scelta». Intollerabile è poi la sua critica ai divieti a praticare tali torture a dei minorenni (in tutti i casi da lei citati, i maggiorenni possono ancora rivolgersi a quei sedicenti gruppi cristiani che promettono l'eterosessualità in cambio di denaro): proteggere un minore è un dovere, non un'opzione. È davvero diabolico il vittimismo di chi sostiene che si sente discriminata perché non può dire ai figli degli altri che sono sbagliati e che devono cambiare, ancor più quando quella possibilità non esiste.
La realtà è che il voler proteggere qualcuno da una truffa che rischia di mettere a repentaglio la sua vita è un atto dovuto al pari di quanto avviene per i truffatori che promettono guarigioni miracolose con talismani o simili. Se poi Luca Di Tolve vuole sposarsi una donna lo può fare e nessuno frega nulla, ma se va in giro a dire a dei genitori bigotti che lui puù cambiare loro figlio per restituirglielo come loro l'avrebbero voluto, quasi è dinnanzi ad una truffa e una violenza. Quella non è libertà, è sadismo.



E lo stesso si potrebbe dire della Frigerio, impegnata non tanto ad occuparsi delle sue sue scelte quanto a voler imporre la sua ideologia agli altri sulla base di una evidente inesperienza sul campo. Come può lei sapere che cosa significa essere gay se va in giro a vantarsi di essere etero? E se davvero crede nelle sciocchezze che scrive, perché non ce ne fornisce una prova "decidendo" di diventare lesbica? In fono è lei a dire che si può "scegliere" l'orientamento sessuale. e se nel profondo da che il suo orientamento non è una scelta e non può essere cambiato a proprio piacimento, su quali basi va in giro a dire che per glia altri questa evidenza debba essere diversa?

Poi, senza più freni inibitori, la Frigerio cita pure la screditata ricerca di Lawrence Mayer e Paul McHugh. Anzi, nel citarli ci lascia pure un bel "and" che possa far capire che ha fatto un copia-incolla da un qualche sito in lingua inglese:

Nella stessa direzione vanno anche altri due ricercatori, Lawrence Mayer and Paul McHugh, che lo scorso mese pubblicavano “Sessualità e Gender: risultati dalla scienza biologica, psicologica e sociale”, spiegando che le argomentazioni a favore della “born that way therapy” non sono scientificamente sostenibili. Non c'è alcuna evidenza che alcuno «sia nato così, se questo significa che l'orientamento sessuale è geneticamente determinato. Ma ci sono evidenze nello studio sui gemelli che certe caratteristiche genetiche possono accrescere l'attitudine di una persona ad identificarsi come gay o ad adottare un comportamento omosessuale». Sempre guardando ai gemelli, però, si comprende che nemmeno la predisposizione basta a spiegare i casi in cui uno dei due prova pulsioni omosessuali mentre l'altro no, bisogna quindi tener conto dell'ambiente che influenza la persona oltre che della sensibilità diversa dei due. Per tanto, a differenza dei teorici del “gender fluid”, secondo i due studiosi la libertà esiste ma in certi casi può essere condizionata: «Sì, la genetica (nel senso dei certe caratteristiche fisco psicologiche, ndr) gioca un ruolo nello sviluppo dell'orientamento sessuale, ma l'ambiente gioca un ruolo maggiore».

Per confutare tali tesi vi rimandiamo ad un vecchio articolo in cui già abbiamo già analizzato la strumentalizzazione compiuta dall'integralismo su quei dati (diventa noioso ripetersi, ma purtroppo il sistema propagandistico dell'integralismo si basa proprio su ripetizione ossessiva delle loro teorie nella più totale noncuranza della verità). Il tutto per giungere a concludere:

Anche in Italia c'è una sorta di caccia alle streghe contro coloro che desiderano praticare le terapie riparative. Lo dimostra il caso di Luca di Tolve, di cui abbiamo già parlato sulla NBQ e che qui vi riproponiamo. Luca Di Tolve farà la sua testimonianza Domenica 9 ottobre alla Giornata della Bussola a Monza, alle ore 15.

Era ovvio avrebbero tirato in ballo il solito Luca Di Tolve, anche perché sono ormai anni che lo spacciano per una verità rivelata delle loto teorie sulla patologizzazione dell'omosessualità nonostante sia risaputa la storia di come Di Tolve sia ricorso all'integralismo per negare le sue responsabilità nell'aver contratto l'HIV a causa della sua scelta di prostituirsi e di fare sesso non protetto nei parchi. Scoperto il suo stato sierologico, ha voluto credere a chi gli diceva che lui non aveva responsabilità riguardo alle scelte da lui compiute dato che la colpa sarebbe stata della madre e di un fantomatico "stile di vita gay".
E se la Frigerio spergiura l'efficacia delle fantomatiche teorie di Nicolosi che Di Tolve vende nei suoi costosissimi ritiri, ciò non ci spiega perché su Giorgio Ponte tutto ciò non abbia funzionato. Professore di religione che detesta la sua omosessualità e che manifesta con le Sentinelle in piedi, ha raccontato di essere ricorso a Di Tolve ma di non aver avuto cambiamenti. Buffo, dato che la Frigerio spergiura gli sarebbe bastato "scegliere" di non essere gay per "diventare" eterosessuale...
Non sarà che il citare come una verità assoluta un tizio che guadagna il suo intero stipendio venendo fantomatiche "terapie riparative" sia come il  sostenere che mangiare troppa carne non faccia male dato che tale teoria è confermata dall'autorevolissimo parere di un macellaio che vive proprio di quello?

Inoltre va ricordato che in Italia nessuno può praticare "terapie riparative" dato che sono state vietate dall'ordine degli Psicologi a causa degli altissimi rischi per la salute che comportano. Quello che la Frigerio sta promuovendo è un qualcosa che nessun professionista potrà mai fare, risultando quindi un pericolosissimo invito a rivolgersi a sedicenti gruppi cattolici dotati di terapisti improvvisati animati solo dal pregiudizio e dal guadagno che sperano di trarne.

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Nella foto: Benedetta Frigerio al Meetindi rimini insieme a padre Carbone, il sacerdote che sostenne che i gay si suiciderebbero più degli etero perché malati mentali.
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