Famiglia cristiana: «Il cattolicesimo ruspista di Salvini è una dottrina eretica»



È Famiglia Cristiana a scagliarsi contro il cristianesimo "made in Padania" di Salvini. In un articolo firmato da Francesco Anfossi, il settimanale cattolico si è deciso ad alzare la voce contro un partito che sfrutta Dio con finalità propagandistiche in contesto che paiono spesso molto lontani dagli insegnamenti di Gesù.
Il giornalista parla di un «patetico tentativo di strumentalizzazione di Benedetto XVI, contrapposto a papa Francesco» quale «conferma di una sostanziale visione anticristiana di un certo modo di fare politica. Il leader lepeniano porta il presepio nelle scuole e si batte per il crocifisso nelle aule ma ce l'ha con Bergoglio perché «invita gli imam in chiesa».

L'articolo afferma:

La confusione è sempre stata grande sopra il cielo dei leghisti. A seconda delle convenienze e dell'umore il suo fondatore Umberto Bossi è stato cattolico, clericale, anticlericale, papista, antipapista, pagano, spiritualista, intimista, protestante, calvinista, laico, ortodosso, riformatore e oggi chissà. Il suo successore Matteo Salvini in questo non è da meno, avendo inventato il cattolicesimo ruspista, dottrina eretica che entra a far parte della storia della Chiesa dopo essere stata diffusa e messa a punto in molti bar sport della Bergamasca. Il leader lepeniano porta il presepio nelle scuole e si batte per il crocifisso nelle aule ma vuole cacciare gli imam dalle chiese e i bambini extracomunitari dagli asili (e anche dagli ospedali pediatrici). Ultimamente ce l'ha con Bergoglio, forse accusato di modernismo, perché “invita gli imam in chiesa”, e vagheggia un’altra Lepanto (ma non sa che la bandiera turca conquistata dalle forze della Lega Santa cinque secoli fa è stata restituita dal Vaticano alla Turchia da molto tempo).

Ed ancora:

Il maldestro tentativo di strumentalizzare Benedetto XVI, contrapponendolo a papa Francesco, è solo la conferma di una sostanziale visione anticristiana di un certo modo di fare politica della demagogia all'italiana. Perché in Italia la politica demagogica, di fronte a qualche voto in più raccattato nei bassifondi dell'ignoranza, non si ferma davanti a niente, nemmeno all'immagine misericordiosa di un papa. Ed è indicativo dell'abisso in cui si ritrova la politica, che dovrebbe interpretare i più alti valori dell'uomo al servizio del bene comune. Altro che politica come più alta forma di carità, come diceva Paolo VI!
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