Famiglia Domani: «Il gender diktat ci impedisce di poter dare del ricchione ai gay»



In quel cima di costante promozione dell'intolleranza messa in campo dall'associazione "cattolica" Famiglia Domani, è il sito di proprietà di Rodolfo de Mattei ad aver pubblicato una strenua difesa di Clemente Russo, sostenendo che chiunque debba poter insultare i gay in diretta televisiva. Nulla di nuovo per un sito che ha l'unico scopo di alimentare odio e violenza contro un preciso gruppo sociale.

Dicendo che l'insulto di un gay sia un simpatico gioco goliardico, scrivono:

Il pugile Clemente Russo sarà la prossima vittima del “gender diktat” ? A giudicare dalla violenta bufera mediatica che sta, ora dopo ora, montando nei suoi confronti sembra proprio di si. Al Grande Fratello Vip , il popolare reality di Canale 5 iniziato da pochi giorni, il pugile di Marcianise ha avuto infatti uno scambio di battute con il “coinquilino” spagnolo Bosco Cobos, concorrente dichiaratamente gay, “sopra le righe” del politicamente corretto.
Tutto nasce da una sorta di “gioco goliardico” nel quale Clemente Russo, parlando con Bosco, gli chiede se può chiamarlo “friariell“, dal nome di una verdura molto apprezzata nel napoletano e in Campania in generale. Successivamente, è lo stesso Russo, parlando con Valeria Marini e Costantino Vitagliano, a spiegare come dalle sue parti il termine “friariell” viene usato per indicare i “ricchiuncell“, ovvero gli omosessuali.

Sdoganata la parolaccia come un qualcosa di simpatico verso gente che a loro dire non meriterebbe alcun rispetto, si passa al lamentare come le persone offese non abbiano incassato in silenzio l'insulto:

Apriti cielo. Il pugile campano è stato immediatamente travolto da un’ondata di indignazione e bollato senza appello come omofobo. Alcuni utenti ne chiedono a gran voce addirittura l’esclusione dalla casa del #Grande Fratello VIP, pretendendo di equiparare le esternazioni omofobe alle bestemmie.

E sia mai, perché per questa gente esistono vari livelli di offesa. Quella verso di loro deve essere punita con ferocia, quella verso gli altri è un divertente intermezzo, ancor più se nel parlarne la loro pagina viene riempita di immagini messe lì a scherno della vittima. Ed è sostenendo che l'orientamento sessuale serva a etichettare le persone quasi come se l'individualità non esistesse ed esistessero solo le categorie create dell'integralismo cattolico, aggiungono:

Alfonso Signorini, il commentatore televisivo, dichiaratamente gay, del reality ha ritwittato un post che lascia capire come, lunedì prossimo su Canale 5, Clemente Russo sarà processato in diretta e costretto a fare pubblica ammenda, pena la cacciata dal programma.

Come'è noto, Russo è poi stato espulso ma non tanto per le sue frasi omofobe quanto per aver suggerito di ammazzare una donna in caso di tradimento. Di fatto, però, osserviamo come il gruppo di De Mattei consideri il bullimo e l'insulto gratuito quali atteggiamenti leciti e cristianamente consentiti. Nulla di nuovo per un sito che sulla propria pagina Facebook è frequentata da gente che risponde ai suoi articoli dicendo che i gay fanno schifo o che i gay fanno vomitare.
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