Gli australiani vogliono il matrimonio egualitario, ma non un plebiscito



Un recente sondaggio ha sottolineato come il 62% degli australiani siano favorevoli all'introduzione del matrimonio egualitario, ma solo il 39% degli elettori è favorevole ad un referendum sull'argomento. Ancor più considerato che il plebiscito proposto da Tony Abbott avrebbe previsto un esborso di più di 170 milioni di dollari a fronte di un parere non vincolato il governo.
Si teme che un dibattito pubblico potrebbe creare inutili divisioni a fronte delle aspre campagne di demonizzazione che le realtà vicine alla Chiesa cattolica sono solite mettere in campo in queste occasioni (basti pensare a come in Italia i gruppi sullo stile di ProVita si siano ormai lanciati nel sostenere che i gay siano dei malati da "curare" o che possano "infettare" i bambini con la loro omosessualità, ndr) e si osserva come l'idea provenga da quell'ala delle destre che attraverso il referendum sperano di poter agitare le acuque per continuare a negare i diritti fondamentali dei cittadini lgbt.
Il sondaggio, pubblicato dall'autorevole quotidiano The Australian, ha rafforzato la posizione del partito di opposizione, ancor più a fronte di quei politici di destra hanno espresso l'intenzione di votare contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso a prescindere dal risultato referendum, evidenziando così l'inutilità di un consultazione in cui si chiede l'opinione dei cittadini per poi dirsi pronti ad ignorarla.
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