Grande Fratello VIP: dopo gli insulti omofobi arrivano gli stereotipi del gay che fa la shampista



Il Grande Fratello VIP pare un incubo. Dopo il vergognoso perdono di Clemente Russo per le sue battute omofobe (risoltesi con il classico "ho molti amici gay" e poi tutti amici come prima), gli autori del programma hanno pensato bene di organizzare un indegno siparietto che mostrava Bosco nei panni di una stampista impegnato a lavare i capelli di un ragazzo per stemperare la tensione delle nomination.
E se da una parte si è dato spazio alla violenza quale caratteristica essenziale dell'italica verità teorizzata da Benito Mussolini, dall'altra si è dato adito ai peggiori stereotipi volti a sostenere che i gay siano donne mancate che non possono ambire a ruoli diversi da quello della shampista.
Una generalizzazione grave che è seguita ad una provocazione ancor più grave in un programma che pare sempre più orientato alla promozione dell'omofobia e degli stereotipi. Ci sarebbe quasi da domandarsi se fra gli autori figurino anche Gandolfini e Adinolfi...
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