Ha debuttato il trono gay di "Uomini e donne"



Con due giorni di ritardo rispetto alla data preannunciata, ha finalmente preso il via il tanto atteso trono gay di "Uomini e donne". Il tutto è avvenuto nel modo più semplice e naturale possibile: in studio c'era una fila di ragazzi pronti a corteggiare Clarissa Marchese, un'altra di ragazzi che aspiravano a conoscere Claudio Sona. Gente comune, capaci di mostrare tutta la naturalità di due uomini che possono piacersi e che vogliono conoscersi. C'era Mario il calciatore (che ha fatto coming out con i suoi compagni di squadra), Mirko il sindacalista e Mattia il dj veneto.
Un messaggio semplice che appare adatto ad un pubblico semplice, lì davanti alla televisione per rincorrere liti e tradimenti, bisticci e ripicche. Gente dunque lontana dagli ambienti culturali in cui l'omosessualità è conosciuta ed accettata, ma gente comune che potrà appassionarsi, tifare e affezionarsi ai protagonisti.
Ed in un'Italia in cui può persino capitare che il call center di Regione Lombardia fornisca un numero di telefono a chi gli chiede informazioni su come "curare" l'omosessualità, il gesto della De Filippi è tutt'altro che da disprezzare.
Perché qualcuno potrà anche dire che quei ragazzi sono stereotipati, ma lo stesso lo si può dire dei tornisti eterosessuali. Si potrà osservare che sono abbronzati, con le sopracciglia spezzettate e con il curo curato, ma anche quello è ciò che si è sempre visto in quella trasmissione. Insomma, si può dire di tutto ma ciò non toglie che la De Filippi abbia lanciato un messaggio chiaro: per quanto gli integralisti frignassero e battessero per terra, sono loro che dovranno cambiare canale e non saranno i corteggiatori gay a doversene andare per non infastidirli.

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