Il 3 ottobre inizia il processo delle Sentinelle conto chi ha osato esprimere il proprio disaccordo



Comincerà il 3 ottobre il processo contro Giovanni Zardini, presidente del circolo Pink di Verona, denunciato per manifestazione non autorizzata contro le Sentinelle in Piedi.
I fatti risalgono al 13 aprile 2014, quando i manifestanti anti-gay si radunarono in piazza per una delle loro solite manifestazioni in cui restano in piedi a rimuginare su quanto i  gay debbano essere ritenuti inferiori a loro. Ma per ironia della sorte (o forse per vigliacca ipocrisia) quelle stesse Sentinelle che hanno occupato le nostre piazze per sostenere che l'omofobia sia

una libertà di espressione sono le stesse Sentinelle che hanno sporto denuncia contro un attivista che ha preso parte alla manifestazione spontanea contro la loro presenza. Ed ancora, il 15 marzo, altri 9 manifestanti sono stati accusati di manifestazione non autorizzata sempre dalle Sentinelle (in quel caso non è ancora stata resa nota la data dell'udienza).
«Nel corso di questi ultimi anni, le Sentinelle hanno più volte manifestato a Verona -spiega il circolo Pink- Noi attiviste/i per i diritti abbiamo sentito il dovere (e il diritto!) di esprimere il nostro dissenso, anche attraverso modalità ironiche e situazioniste, per non incorrere in nuove denunce. Il nostro obiettivo è di essere presenti per non lasciare a loro la piazza e ai loro messaggi “silenziosamente” violenti».
L'udienza filtro è stata fissata per le 9.00 (potrebbe anche slittare alle 10.00 o alle 11.00) e si tratterò di un'udienza in cui verranno presentati i testimoni e le prove. La seconda udienza verrà probabilmente convocata nel 2017. Resta il fatto di uno spreco di tempo e di denaro dinnanzi a gruppi integralisti ben finanziati che paiono sempre più disposti a sfruttare la giustizia come mezzo di intimidazione contro quella maggioranza che non concorda con la loro ideologia.
Eppure, se esprimere un'opinione può costare anni di processo, il messaggio che inviano è quello di tacere e subire in silenzio se non si vogliono grane. Il tutto mentre sui loro cartelli dicono di manifestare per la libertà di espressione.
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