Il Comune di Firenze chiede 900 giorni di attesa per la trascrizione dei matrimoni contratti all'estero



Per anni l'Italia ha ignorato le famiglie gay, negando loro ogni riconoscimento civile, e questo ha spinto tante coppie a decidere di recarsi all'estero per poter celebrare il loro matrimonio. Dalla Spagna a New York, i governi stranieri offrivano quella dignità e quella parità che l'Italia negava ai suoi cittadini. E vien da sé che tale atto fosse ancor più dovuto quando il matrimonio coinvolgeva un cittadino straniero, magari cittadino di uno degli stati che garantisce l'accesso al matrimonio egualitario.
Ora che in Italia è stata approvata una legge sulle unioni civili, lo Stato ha predisposto la trascrizione di quei matrimoni attraverso un loro declassamento ad unione civile. Potrà dunque capitare che se Pablo e Paolo si sono sposati in Spagna, i due risulteranno uniti civilmente in Italia e sposati nel Paese di Pablo.
Un'umiliazione gratuita, a cui si aggiunge un'ulteriore beffa: basta consultare il sito del Comune di Firenze per apprendere come il tempi indicati per la trascrizione dei matrimonio contratti all'estero da un cittadino italiano richiedano mediamente 700 giorni, con un limite massimo indicato in 900 giorni.
Considerato come i richiedenti debbano presentarsi dinnanzi all'Ufficiale Civile con una copia dell'atto rilasciato dal consolato, già tradotta in lingua italiana e già validato dall'autorità consolare italiana all'estero, ci sarebbe proprio da domandarsi perché mai servano due anni e mezzo per inserire due nomi in un registro. Ma non solo. Tali tempistiche paiano contraddire il termine di 30 giorni imposto dalla legge 241/90 (anche se nel comma 3 e 4 del art.2 della legge vengono offerte deroghe fino ad un massimo di 180 giorni, forse il motivo per cui la città di Roma indica tempistiche di 180 giorni al fine di prendersi quanto più tempo possibile senza infrangere quella norma).
La prima considerazione che si osserva è come ci siano forti disuguaglianze da città in città: ci sono Comuni che effettuano la trascrizione in pochi giorni, altri che si prendono trenta giorni ed altri ancora dove l'attesa è di ben 900 giorni. E questo non certo senza ripercussioni, dato che quei ritardi creano danni morali ed economici alle coppie.
Perché chi oggi si unisce civilmente potrà veder riconosciuti da subito i propri diritti, chi si è sposato anni fa potrebbe dover attendere il 2019. E tutto questo in situazioni che hanno urgenza di veder riconosciuto il proprio status, dato che chi è unito con cittadini stranieri potrebbe aver bisogno di presentare la trascrizione in Questura nel caso di rinnovo della carta di soggiorno o per eventuali ricongiungimenti familiari.
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