Il consigliere trentino Cia propone bollini «gender free» per premiare chi discrimina



È la solita associazione ProVita Onlus a farsi promotrice della solita proposta ideologica del solito consigliere trentino Caludio Cia. Sono sempre loro, sempre quei quattro gatti che vogliono imporre la loro ideologia attraverdi azioni violente volte a creare inutile isterie che possano abusate e sfruttare l'ignoranza della gente. Ci sarebbe da provare noia dinnanzi ai lori ripetitivi slogan populisti, ma difficile è non pensare a qhelle generazioni che rischiano di essere danneggiate da simili personaggi.
Nella lunga introduzione della sua propista, Cia ha riportato parola per parola gli slogan dell'integralismo ultra-cattolico: sostiene che «le teorie di genere, come imposizione dall'alto, affermano che le differenze biologiche fra maschio e femmina hanno poca importanza e quello che conta sarebbe la propria “identità di genere”, ossia la percezione che una persona avrebbe di sé, tramite l'influenza del contesto culturale in cui essa vive. Vi è quindi una netta separazione del dato biologico dal dato psicologico, i quali non sempre coinciderebbero».
Ma il suo parere è che «l'umanità è caratterizzata da un chiaro dimorfismo sessuale maschio/femmina, il cui determinante biologico è rappresentato dal cromosoma Y: la sua presenza costruisce il maschio, la sua assenza realizza la femmina». Insomma, la solita riproduzione inesatta delle teorie di genere e l’esaltazione di un dato biologico che nessuno ha mai messo in dubbio. Ma è su quelle basi che lui sostiene che «duole constatare come il furore ideologico abbia contagiato gli ambienti politici e persino accademici, spingendoli a negare un dato di realtà per rimpiazzarlo con una patetica finzione la quale produce come immediato effetto una destrutturazione antropologica».

Dinnanzi ad un uomo che vuole imporre la sua visione della famigli, la sua visione della sessualità e ls sua visione della vita, fa sorridere osservare come Cia abbia anche il ciraggio di affermare che: «Una regola però va data e consiste nel non imporre al prossimo la personale visione del mondo».
si passa poi a sostenere che la fantomatica "ideologia gender" sia reale e che «si fa credere che essa non esista, spacciando i pericoli e gli obiettivi che detta prospettiva comporta per mere allucinazioni ed isterismi di fondamentalisti religiosi [...] I nostri sforzi sono finalizzati ad impedire che i bambini trentini siano oggetto di esperimenti o – peggio – di colonizzazioni ideologiche».
Guardacaso, i termini scelti sono quelli dell'integralismo cattolico con tanto di un patetico tentativo di tirare in ballo parole usate dal Papa (sempre utile per ottenere il plauso dei bigotti).
Cia sistiene poi l'esistenza di cirsi scolastici «che trasgrediscono l'ordine sociale attuale e indirettamente invitano i bambini e gli studenti a “scegliere il proprio genere”, ignorando le origini biologiche». Dice esistano fiabe «che promuovono il transessualismo», quasi come se lui pensasse davvero che la sua identità di genere sarebbe potuta essere influenzata. Tirati in ballo tutti i cavalli di battaglia dei vari Brandu, Adinolfi e Gandolfini, il consigliere afferma:

Alla luce di quanto finora esposto, urgono una serie di azioni graduali ma drastiche, di cui la Provincia dovrebbe essere principale patrocinante. In primis, un intervento di rimozione delle fiabe gender dalle scuole di ogni ordine e grado. In secundis, l'inclusione nei marchi “Family in Trentino” del significato di “gender free”, garantendo così alle famiglie che i soggetti cui essi sono rilasciati e i luoghi in cui vengono esposti non promuovono nè pubblicizzano le teorie di genere.
Non si ha intenzione di sollevare polemiche politiche bensì di sollecitare l'aula al rispetto della vita umana, delle famiglie, dei bambini e, infine, del diritto. Il poeta tedesco Bertolt Brecht scrisse: “ci sedemmo dalla parte del torto visto che gli altri posti erano occupati”. Con questo monito, chiedo alla maggioranza di votare secondo coscienza. I posti della ragione per troppo tempo sono rimasti liberi: è giunto il momento di prenderne possesso.

Evidentemente in Trentino non ci devono essere problemi e tutto deve funzionare alla perfezione se i loro politici hanno tempo da perdere duetro a richieste prettamente ideologiche e volte a combattere fantomatiche ideologie che esistono solo nella mente di chi le usa per la propria propaganda.
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