Il partito di Adinolfi sostiene che i film horrror emanino entità sataniche



È Il Resto del Carlino ad aver dato spazio all'ennesimo delirio con cui il partito di Mario Adfinolfi ha lanciato una delle sue solite polemiche sterili basata sul più squallido bigottismo religioso, spingendosi sino a sostenere che i film horror emanino entità sataniche nell'aria.
E purtroppo non è una battuta, ma quanto sostenuto in un appello lanciato da Mirko De Carli (il candidato sindaco che Adinolfi ha proposto a Bologna e che la popolazione ha respinto con un misero 1,2% di preferenza) in un rantolo che è stato prontamente rilanciato anche dal leader del suo gruppo. Secondo l'ultra-integralista, infatti, la «letteratura e film horror a volte diventano il pretesto per influenze che non devono essere sottovalutate».
In quella costante propaganda dove la credenza popolare viene intrisa di finta religiosità per poter cavalcare il più bieco populismo, da parte del gruppo integralista non poteva mancare neppure il solito slogan volto a sostenere che il loto totalitarismo e la loro censura della libertà di espressione servano a tutelare i bambini.

Ed è così che l'hooligan adinolfininano ha dichiarato ai giornali: «Non abbiamo nulla contro gli appassionati del genere, ma in un incontro si finisce per parlare di satanismo, come da programma. Se con il pretesto dell’horror i nostri figli vengono raggiunti da messaggi violenti o peggio , satanisti il discorso cambia. Non possiamo rimanere in silenzio. I Comuni hanno modi migliori di impegnare fondi e spazi pubblici, perché la crisi di oggi non è solo economica, ma anche culturale e morale».
Non è chiaro se a togliere il sonno agli adepti di Adinolfi sia stato "L'angolo mangiapaure" o la lettura dei romanzi di Edgar Allan Poe, ma basterebbe un minimo di buonsenso ed una rapida lettura del programma per comprendere come quella manifestazione fosse ludica ed orientata ad esorcizzare le paure irrazionali. In particolare, l'edizione 0216 si occupava di tutti i mostri che venivano «dal sotto», che si trattasse di sottoterra o dal sotto del letto.
Sarà forse che Adinolfi vive sulle isterie da cui create contro un fantomatico "gender" e sarebbe anche plausibile pensare che possa temere una gestione razionale della paura come un qualcosa che potrebbe ledere alle sue entrate economiche, ma da qui ne passa per arrivare a scomodare delle entità sataniche per attaccare dei bambini che si stavano semplicemente divertendo a travestirsi da zombie.

Dinnanzi ad una simile posizione, gli organizzatori dell'evento hanno osservato di aver «scoperto una nuova paura», ossia «quella di chi, male informato da persone a loro volta male informate, trema di fronte alla possibilità che la cultura e l’informazione possano essere trasmesse in modi originali e mai scontati e, soprattutto, senza istigare nessuna forma di violenza, senza schierarsi pro o contro nessuno».
Ma dato che la consueta ferocia dei seguaci di Adsinolfi non la smettevano di voler far finta di non capire l'ovvio nel ripetere le false accuse mosse dal loro leader, agli organizzatori è toccato pure perdere tempo per spiegare l'ovvio:

Ci scusiamo per aver leso, eventualmente, la sensibilità di chi ha ritenuto offensiva la parola satanismo o satanasso. L'intento degli organizzatori era puramente informativo e ironico, e si basava esclusivamente su premesse di tipo culturale e conoscitivo. Infatti, Satanismo è un termine generale che ricopre un'ampia gamma di significati, principalmente letterari, artistici, poetici, religiosi e filosofici, che hanno come punto di riferimento la figura di Satana, inteso e rappresentato in numerosi modi, non necessariamente biblici; talvolta come un simbolo o un archetipo, altre volte come un personaggio immaginario, e ancora come un essere realmente esistente.
Originariamente indicava un genere immaginativo poetico-letterario, con iconografie caratteristiche, attestato per la prima volta come fenomeno letterario nell'ambito della letteratura inglese del romanticismo nel XIX secolo; diffusosi poi in Europa, si ritrova anche in alcuni autori del decadentismo come P. B. Shelley, Lord Byron, Oscar Wilde, Charles Baudelaire e vari altri. Per quanto riguarda la parola Satanasso, dal vocabolario Treccani si evince che "satanasso (meno com. Satanasso) s. m. [dalle forme Satănas, Σατανᾶς che nel lat. e gr. biblico compaiono come varianti di Satan, Σατᾶν]. – Lo stesso che satana, ma più pop., sia nel sign. proprio, ma generico, di demonio: questo cotal cavaliere ha ... la spada e l’arme e le bandiere innanzi come se andasse a combattere con satanasso (Sacchetti); sia, e più spesso, in senso estens. e fig., per alludere a persona iniqua, malvagia: – Ecco come vanno le cose, – diceva ancora tra sé don Abbondio: – a quel satanasso, – e pensava all’innominato, – le braccia al collo; e con me, per una mezza bugia, ... tanto chiasso (Manzoni); o a persona prepotente, furiosa: gridare, smaniare come un s.; Egli è venuto in Spagna un satanasso, Una furia, una fiera orrenda e strana, Che dicon che si chiama il re Gradasso (Berni). Con senso attenuato, persona molto attiva, dinamica e piena di energia, ma continuamente agitata: è un s., non si prende mai un attimo di riposo; o, anche, bambino o ragazzo molto vivace, esuberante, sfrenato: La bambina è bellissima, – iceva, – ma è scatenata! è un vero s.!

Insomma, ancora una volta Adinolfi si è dimostrato capace di sollevare una polemica sterile e inutile basata solo sul pregiudizio e su giudizi elargiti verso argomenti affrontati con una imbarazzante superficialità, tipica di chi crede di aver ragione a priori e che gli altri non meritino neppure attenzione mentre li si insulta per fini politici ed economici.
Se poi si vuole sostenere che sia in atto una crisi «culturale e morale», forse basterebbe anche solo guardare alle ridicoli "argomentazioni" con cui il suo partito cerca visibilità per ritrovarsi a concordare su quel punto: uno stato che tollera Adinolfi è uno stato che non ha più morale né cultura.
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