La fatwa di Riscossa Cristiana contro i gay cristiani: «Per loro sarà pianto e stridor di denti»



Un gay non può credere in Dio perché Dio è un oggetto che serve a discriminare i gay. È quanto pare sostenere Riscossa cristiana all'interno della sua incessante attività di diffamazione e insulto di chiunque non dimostri una orientamento sessuale simile a loor. Ed è così che se un gruppo di preghiera gay si riunisce a Firenze, loro sono pronti ad insultarli e a denigrarli in uno stile che appare tutt'altro che cristiano.
L'attacco parte già dal titolo dell'articolo: «Firenze. Dal 28 al 30 ottobre si riuniscono i “cristiani” LGBT. Con assistenza di sacerdoti e suore». L'uso delle virgolette è uno strumento comune a tutta la propaganda omofoba dell'integralismo cattolico e serve a togliere dignità alle parole se riferite alle vittime della loro persecuzione. Nel caso specifico si affrettano a dire che i gay non possono essere cristiani perché il cristianesimo è un affare loro, utile solo a portare avanti l'agenda politica dell'estrema destra attraverso una continua e violenta strumentalizzazione di santi e madonne.

Nel testo si inizia così ad abusare di virgolette e di giudizi morali che vengono sparati contro chiunque osi avere un'idea diversa dalla loro:

Il progetto è uno sviluppo dell’esperienza svoltasi dal 15 al 17 aprile 2016 ad Albano Laziale, al IV Forum dei cosiddetti “cristiani LGBT” italiani, sostenuto anche dalla più importante associazione italiana del “settore”, “Cammini di speranza“. Da quel momento i giovani partecipanti (provenienti da ogni parte d’Italia e di età compresa tra i 18 e i 35 anni) incoraggiati da tante associazioni ma soprattutto da tanti membri del clero, hanno fatto rete per continuare a confrontarsi su come cercare di ottenere un cambiamento nella Chiesa, proprio adesso in cui i tempi sembrano propizi per sfondare le ultime e poche barriere rimaste nella visione dei moderni portatori di clergyman.
Questi giovani, molti dei quali appoggiati dai genitori, hanno dato appunto vita al “Progetto Giovani Cristiani Lgbt“, il nuovo organo promotore di questi tre giorni a Firenze.
Così racconta la nascita di questo nuovo panorama giovanile – intriso di ideologie omosessualiste del peggior progressismo – Andrea Rubera, portavoce di “Cammini di Speranza”: “Il bisogno di mettere a frutto lo scambio di idee sull’essere cristiani ed omosessuali, di rispondere concretamente alle loro domande su come vivere le realtà parrocchiali in modo più attivo, è così forte per questi ragazzi che hanno deciso di creare un momento aggregativo.


Se lo stile della propaganda esige che i propri nemici siano costantemente denigrati e che gli slogan siano ripetuti incessantemente per poterli inculcare nella mente dei propri seguaci, ecco che si sostiene che l'idea stessa di amore verso il prossimo sarebbe una «ideologia omosessualista». Ed ancora, ci si lamenta di giovani che osano incontrarsi nel nome di Dio se quell'incontro non serve a fomentare odio e morte in un quadro di sfruttamento politico del bigottismo popolare.

Lamentando poi che tra gli organizzatori ci siano anche preti e suore che accettano le persone per ciò che sono senza sostenere che debbano essere cambiate per assomigliare maaggiormente ha chi è ossessionato dal rifiuto verso qualunque diversità, ecco che poi aggiungono:

Troveranno consacrati disposti ad ascoltare le loro esigenze, ad accettarle e addirittura ad incentivarle, perché d’altronde “è giusto amarsi per ciò che si è”.
I partecipanti al raduno (di età compresa tra i 18 e i 35 anni ) avranno a disposizione diverse figure con cui potranno approfondire i propri problemi e chiarire i propri dubbi. Ci saranno infatti psicologi per aiutare a capire se stessi, sacerdoti e suore testimoni di una nuova pastorale inclusiva già iniziata presso alcune comunità, membri di associazioni cristiane LGBT per raccontare le loro esperienze nell’attivismo sia all’interno della società italiana sia all’interno della Chiesa… ed è tutto un programma.
L’alloggio sarà messo a disposizione da una foresteria di suore; non si sa ancora quali.

Si passa poi a sfottere il cristianesimo al solo fine di ridicolizzare chi crede nell'amore di Dio e non nell'integralismo della croce uncinata. Ed è con il solito disprezzo che affermano::

Ma, a proposito di programma, è interessante osservare l’iter già predisposto per i tre giorni di “Far fruttificare i propri talenti – Progetto Giovani Cristiani Lgbt”: Durante la prima serata di convegno, fissata in data 28 ottobre, verrà preparato un “laboratorio biblico” e una “preghiera” specifica, proprio sul “far fruttificare i propri frutti”.
Il mattino seguente avrà invece luogo un laboratorio sul “come essere cristiani Lgbt in pienezza (strategie di liberazione)”, a cura della psicologa Dott.ssa Arianna Petilli.
Nel pomeriggio invece largo spazio al “laboratorio esperienziale” (immancabilmente presso una parrocchia fiorentina) sull’essere giovani cristiani Lgbt impegnati e propositivi nelle diocesi.

Da qui si arriva alla fatwa:

Insomma, non solo c’è chi, da dietro le quinte, si occupa di invertire la società dagli schemi naturali e preternaturali su cui da quando mondo è mondo si fonda, ma ci sono tante altre forze ben collaudate pronte a scagliarsi contro la Chiesa, come veri e propri tarli che corrodono dall’interno, proprio perché dall’interno provengono le suddette forze anti-cristiche.
Aspettiamoci il peggio, certi però che prima o poi i nodi verranno al pettine. E allora sarà pianto e stridor di denti e si vedrà in modo limpido la fine che faranno certuni “talenti”.

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