La Russia di Putin oscura Pornhub e YouPorn: tu non puoi guardarli perché lui si dice cristiano



La crociata "moralizzatrice" russa ha ora colpito anche Pornhub e YouPorn. Due tra i più grandi siti di pornografia online sono stati oscurati nel nome di una "morale" decisa dalla Chiesa Ortodossa ed imposta ai cittadini dal governo di Putin, in conformità con gli obiettivi di quelle lobby integraliste internazionali a cui appartengono anche Brown e Brandi. Siamo nel Paese che registra altissimi tassi di omicidi, in una cultura in cui lo sfruttamento della prostituzione, il valore della vita e la violazione diritti umani sono all'ordine del giorno, ma in cui una strana concezione del cristianesimo viene imposta attraverso un totalitarismo liberticida che nega il diritto di scelta e di opinione alla popolazione: è Putin a scegliere ciò che si può guardare, è Putin a scegliere che cosa debbano dire i giornali, è Putin a decidere la vita stessa dei suoi sudditi.
Il provvedimento è stata messo in atto dal Roskomnadzor, ossia dall'organo del governo che si occupa di censure in rete e che negli ultimi anni è stato attivissimo nel far chiudere tutti i siti che proponevano posizioni critiche contro l'amministrazione di Putin. Ora nel loro obiettivo è finita anche la pornografia e pare che ben presto il medesimo provvedimento potrà coinvolgere altre piattaforme.
La diffusione di materiale sessualmente esplicito non è illegale nel Paese, ma la BBC nota come alcune norme parrebbero vietare confusamente «la produzione illegale, la diffusone e la pubblicità di materiali ed oggetti pornografici». Ed è forse quello il motivo di un blocco, in un Paese dove le decisioni delle autorità non vengono neppure motivati a chi le subisce.
Pornhub ha risposto con ironia alla vicenda, pubblicando un tweet diretto al Roskomnadzor in cui proponevano: «Ragazzi, se vi regaliamo un account premium, togliereste il ban di Pornhub in Russia?
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