L'arcivescovo del Galles chiede il riconoscimento dei matrimoni gay: «È la Bibbia che ce lo chiede»



Nel corso del suo discorso finale dinnanzi all'organo di governo della chiesa del Galles, l'arcivescovo Barry Morgan si è detto favorevole al matrimonio egualitario. Il religioso ha anche sottolineato che è la Bibbia, letta nel suo intero messaggio, ad averlo condotto quella conclusione e che «i cristiani hanno scoperto che la maggioranza delle persone dà il meglio quando la vita si focalizza in un impegno verso un'altra persona: quando una coppia si impegna a vita è in questo impegno che il sesso acquista la sua espressione più alta».
Riproponendo poi una considerazione ovvia (che purtroppo non pare però così ovvia in alcune comunità cristiane), ha aggiunto: «Abbiamo l'esempio storico della schiavitù: nessun cristiano del ventesimo secolo potrebbe mai dire che la Bibbia suggerisse la schiavitù, eppure per secoli la Bibbia è stata usata per affermare la bontà della schiavitù. Abbiamo questo esempio storico terrificante, vogliamo ripetere lo stesso errore con gli omosessuali?».

Nonostante la Chiesa del Galles non preveda la celebrazione religiosa fra persone dello stesso sesso, le posizioni espresse non sono certo simili a quelle di chiusura e arroccamento a cui ci ha abituato la Chiesa Cattolica. Lo scorso aprile il loro sinodo concluse che non si era ancora pronti a permettere quelle unioni, anche se «il dibattito è aperto perché la chiesa deve diventare un posto dove le persone LGBT sono oneste e aperte, rispettate e considerate».
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