Le autorità ugandesi minacciano l'arresto di chiunque parteciperà al Gay Pride



Un Gay Pride è in programma per domani nella capitale dell'Uganda, Kampala. Dopo aver già compiuto un raid contro un evento che avrebbe dovuto anticipare il Pride estivo, le autorità hanno annunciato l'intenzione di arrestare chiunque prenderà parte anche alla nuova manifestazione.
La minaccia è di Simon Lokodo, noto omofobo che ricopre il ruolo di ministro "all'etica ed integrità". La sua teoria è che lui sia legittimato a compiere simili arresti in virtù della legge coloniale mai abrogata che vieta i rapporti fra persone dello stesso sesso.
In una dichiarazione rilanciata dai media ugandesi, l'uomo ha detto: «Agli organizzatori del Gay Parade in programma per sabato 24 settembre 2016 si consiglia di interrompere immediatamente le loro attività o saranno arrestati e perseguiti nei tribunali».
Poi, tentando di collegare gli attivisti per i diritti gay alla pedofilia e alla prostituzione, ha aggiunto: «Siamo consapevoli che vi siano incentivi, compreso il denaro, che vengono offerti ai giovani per promuovere tale pratica». Ed ancora: «Desideriamo sottolineare che, mentre la promozione dell'omosessualità viene criminalizzata sensi del codice penale, non c'è violenza contro la comunità LGBT in Uganda, contrariamente ad alcune affermazioni liberamente fatte dai fautori di questo movimento». A smentire quest'ultima affermazione esistono numerose prove documentali che mostrano alcune incursioni brutali compiuti dalla polizia, omicidi e attacchi di vigilantes mirati alla comunità gay. Il tutto supportato da un bigottismo sponsorizzato dallo stato.
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