L'infelice battuta di Grillo su Di Maio omosessuale



Secondo Beppe Grillo, essere gay sarebbe "grave" quanto ricevere un avviso di garanzia o essere indagati per spaccio di droga.
Parlando di un non meglio precisato "sistema" contro il M5S, ha dichiarato: «Mi aspettavo molto di più. Un avviso di garanzia a me, cinque chili di cocaina nella macchina e finalmente la scoperta che lui (indicando Luigi Di Maio, ndr) è omosessuale».
Probabilmente accortosi di ciò che aveva detto, Grillo si è affrettato ad aggiungere: «Non ci sarebbe niente di male».
Però resta l'indicazione dell'omosessualità come di mezzo per denigrare una persona, in una asserziine che ha sollevato molte critiche sui social network.
«Che Grillo non avesse mai avuto una grande simpatia per il mondo omosessuale è cosa nota -ha osservato su Facebook Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia- Non lo è solo dal viscido comportamento dei Cinque Stelle durante l’approvazione della legge sulle unioni civili, ma soprattutto dalle parole offensive espresse da Grillo in persona. Basti solamente ricordare quando, cinque anni or sono in un comizio a Bologna, si rivolse a Vendola dicendo 'At salut, buson'. Questa volta a Nettuno, pur usando un tono scherzoso, Beppe Grillo è andato oltre, mettendo sullo stesso piano uno spacciatore con un omosessuale. Un chiaro segno di una perversione mentale, che lascia poco spazio alle giustificazioni verbali».
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