L'integralismo cattolico vuole sfruttare l'omofobia per ottenere uno scisma della Chiesa Cattolica?



L'odio verso i gay è il cardine attorno al quale l'integralismo cattolico pare pronto a chiedere uno scisma della Chiesa Cattolica.
L'attacco al pontificato di Papa Francesco è stato sferrato dall'associazione Supplica Filiale, la quale sostiene di aver raccolto ottanta firme per la sua "Una Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio e alla sua ininterrotta disciplina".
Tra i firmatari figurano i cardinali Carlo Caffarra, Raymond Leo Burke e Jãnis Pujats, i vescovi Juan Rodolfo Laise, Andreas Laun e Athanasius Schneider. C'è il teologo don Nicola Bux, il domenicano Efrem Jindráček, vice-decano dell’Angelicum, lìex presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi e l'immancabile Roberto de Mattei. Ed è proprio da uno dei siti di quest'ultimo che si spiega come «la Dichiarazione si articola in 27 affermazioni di verità esplicitamente o implicitamente negate o rese ambigue nell’attuale linguaggio di vari documenti ecclesiali di carattere pastorale. Si tratta, secondo i firmatari, di dottrine e prassi immodificabili che riguardano, ad esempio, la fede nella Presenza Reale di Cristo nell’Eucaristia, il rispetto che si deve ad Essa, l’impossibilità di partecipavi in stato oggettivo di peccato grave, le condizioni del pentimento per ricevere l’assoluzione sacramentale, l’ottemperamento universale del Sesto Comandamento della Legge di Dio, il gravissimo dovere di non dare scandalo pubblico e di non indurre il popolo di Dio a peccare o a relativizzare il bene e il male; i limiti oggettivi della coscienza».
Ma, oltre a tutte queste banalità, l'associazione Supplica Filiale afferma: «Constatando che la confusione non ha fatto che aumentare nei fedeli dopo i due Sinodi sulla famiglia e la successiva pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia (con le sue propaggini interpretative più o meno ufficiali), i firmatari della Dichiarazione di fedeltà sentono il pressante dovere morale di ribadire l’insegnamento bimillenario della dottrina cattolica sul matrimonio, la famiglia e la disciplina morale praticata per secoli nei confronti di queste basilari istituzioni della civiltà cristiana. Tale grave dovere, secondo i firmatari, si fa ancora più urgente in vista dell’attacco crescente che le forze secolariste stanno sferrando contro il matrimonio e la famiglia; attacco che non sembra trovare più la barriera di un tempo nella prassi cattolica, almeno nel modo in cui questa oggi viene generalmente presentata all’opinione pubblica».
Pare dunque si voglia dar vita ad una corrente cattolica più integralista di quella del Papa, peraltro sostenendo che l'insegnamento della Chiesa sia immutabile, anche se in realtà il loro pregiudizio viene basato su affermazioni che vennero scritte, variate e ritrattate all'interno del Catechismo della Chiesa Cattolica nel 1992 e nel 1995. E se la dottrina fosse davvero invariabile, allora dovremmo ancora bruciare sul rogo qualsiasi donna manifesti un libero pensiero, dovremmo condannare i mancini o sostenere che i capelli rossi siano il segno di Satana. Evidenze che scardinano il loro pensiero, anche se purtroppo il messaggio pare destinato ad un pubbligo sufficientemente bigotto da preferire i pregiudizi alla ragione.
I creatori del testo sono gli stessi che alla vigilia del Sinodo diedero vita ad un documento in cui si chiedeva al Papa la ferma condanna di gay e divorziati. Non soddisfatti dal rifiuto delle loro richieste, evidentemente ora tornano alla carica con un attacco al Pontefice.

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