L'integralismo che non tollera un Dio dell'amore (a loro serve solo per legittimare l'odio a fini politici)



I sedicenti gruppi "cattolici" non sanno che farsene di un Dio che non legittimi il loro disprezzo verso il creato, motivo per cui qualunque opinione non inneggi a distinguo fascisti contro gay e lesbiche è puntualmente fonte di reazioni violente e scomposte. Ma forse difficilmente ci si potrebbe aspettare altro da chi idolatra quei falsi profeti che hanno distrutto Dio e la morale per inneggiare all'odio e alla morte quale massima espressione di una religione che viene imposta e non vissuta. Da Adinolfi a Brandi, questa gente promette la salvezza a chiunque si scopi una donna e ostenti astio verso il prossimo... e sicuramente fare sesso e disprezzare i fratelli è una via più semplice di quella predicata da Gesù.

A sferrare un duro attacco al vescovo Vera Lòpez è il sito integralista "La fede quotidiana", inferocito dinnanzi ad un sacerdote che ha osato dichiarare che «i gay sono i salvatori della Chiesa». Ed è così che la loro propaganda si affretta ad aver da ridire sul numero di fedeli o a bollare come "lobby gay" quella gente a cui loro vorrebbero negare il diritto stesso all'esistenza. Tra nomignoli e altre cattiverie che spopolano in ambito "cattolico", il sito sentenzia:

Raul VeraDavanti un uditorio che non superava le 80 persone, in un centro per pellegrini di Roma (Santa Teresa Couderc), il vescovo messicano Raúl Vera López ha affermato che gli attivisti delle lobby gay che si dichiarano cattolici e non condividono la retta dottrina, sono in realtà “los salvadores de la Iglesia” (“i salvatori della Chiesa”).

La premessa è che esista una dottrina dell'uomo che deve valere più della natura creata da Dio, ostentando quella la tipica superbia di chi reputa che la propria opinione sia una verità rivelata che deve essere imposta al prossimo. Ogni dissenso non è tollerato perché mette in discussione la loro idea di essere stati creati migliori degli altri da Dio stesso (peraltro appellandosi al sostenere che la loro passione per le tette sia un motivo di merito... vabbè).

Sempre ricorrendo alla macchina del fango, l'articolo aggiunge:

Monsignor Vera, che nel 2011 ha anche difeso la depenalizzazione dell'aborto, è stato il principale relato dell'evento chiamato “Ways of Love”, organizzato nei giorni scorsi tra l'altro dall'European Forum dei gruppi “cristiani” LGBT.
Il Forum ha promosso la creazione di una rete di attivisti LGBT di tutto il mondo (Stati Uniti, Germania, Cile, Kenya, e altri) denominato Global Network of Rainbow Catholics, che ha come suoi obiettivi immediati combattere le azioni e le parole dei vescovi afrcani durante il Sinodo della Famiglia, visto che al Sinodo preparatorio del 2014, i vescovi dell'Africa hanno svolto un ruolo importante nella difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.

Anche qui la premessa è semplice: chi diffonde odio nel nome di Dio non deve essere contestato da chi crede nell'amore. E per il loro idio questa gente plaude agli stati che ancora incarcerano o uccidono chiunque osi amare qualcun altro...

Dopo aver gettato un po' di fango, si torna a sostenere che la più grande minaccia per la Chiesa sia l'amore:

La conferenza alla quale ha partecipato monsignor Raul Vera è stato tenuta sabato scorso, il giorno prima dell'apertura del Sinodo, e mirava a presentare la prospettiva delle lobby gay. Nel suo discorso in lingua italiana, che è durato poco più di un'ora, il vescovo messicano ha spiegato alcune delle ragioni che, secondo lui, favoriscono le unioni omosessuali. Citando discutibilmente una serie di passi della Bibbia, in particolare il Vangelo di Matteo, il libro di Ezechiele e il Vangelo di Giovanni, il vescovo di Saltillo ha assicurato ai presenti che il Papa Francesco ha bisogno degli omosessuali perché “sono i salvatori della Chiesa”.

Ed è sempre sostenendo che i dogmi dell'uomo debbano avere la meglio sulla natura creata da Dio, aggiungono:

Per il vescovo messicano, il Santo Padre “ha gettato la dottrina e recuperato il Vangelo dell'amore e della misericordia” . Più volte nel suo discorso monsignor Vera ha definito assurdo qualificare le relazioni omosessuali come “intrinsecamente cattivi”, mettendosi così in netta contrapposizione rispetto al Catechismo della Chiesa Cattolica.

Si arriva poi al tragicomico dinnanzi ahi dice che i preti che non insultano i gay starebbero aprendo le porte ad una fantomatica «lobby» o il sostenere che riconoscere tutte le famiglie sia una forma di «disprezzo» per chi vuole privilegi esclusivi per sé stesso:

Come parte della sua dissertazione monsignor Vera ha presentato un video in spagnolo nel quale ha mostrato le testimonianze di attivisti gay del gruppo San Elredo della diocesi di Saltillo in Messico che hanno espresso il gradimento per la pastorale di “accoglienza” dell'ideologia delle lobby LGBT che questo vescovo pratica nella sua diocesi.
Con un atteggiamento di un po’ di disprezzo verso la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, monsignor Vera ha letto una lettera di un gay sposato con un altro uomo in Messico, e l'ha definita una lettera che offre un “bel contributo ed è profetica”. Il Vescovo ha anche detto che questi attivisti gay sono “profeti” da seguire in marcia “cambiare la Chiesa e il mondo”.

Si passa così a lodare un Vaticano che punisce chiunque non disprezzi i gay, in quel totalitarismo che tanto ricorda il nazismo:

Nel mese di aprile di quest'anno, monsignor Vera ha deciso di mantenere al suo posto di sacerdote Adolfo Huerta Alemán, che ha dichiarato ad un giornale che teneva relazioni sessuali con frequenza e che se Dio “existía o no le valía ‘madres’”. Subito dopo un forte intervento del Vaticano sul caso, il sacerdote è stato rimosso.

Ed ancora:

In un altro esempio di disprezzo per il Magistero della Chiesa monsignor Raúl Vera ha assicurato che le persone omosessuali si formano nel vente materno ed ha chiamato “perversa” una donna che gli aveva espresso la sua preoccupazione per lo stile di vita gay del figlio.
C'è da ricordare che dopo che questo vescovo domenicano nella sua diocesi si era espresso a favore delle unioni omosessuali, alcuni fedeli hanno collocato un cartello presso la Cattedrale di Saltillo nella quale si leggeva “queremos un Obispo católico” (“vogliamo un vescovo cattolico”).

Bhe, un vescovo cristiano ce l'avevano. Ma forse questa gente vuole un vescovo nazista che impartisca assoluzioni a chiunque odia, magari senza rompergli le scatole su quell'assurdo concetto di amore che Gesù ha inutilmente predicato.
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