L'Onu ammonisce l'Italia e condanna le mutilazioni genitali inflitte alle persone intersex



Lo scorso 2 settembre il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ha ammonito l'Italia per la barbara pratica  della mutilazione genitale delle persone intersessuali.
In natura, infatti, può capitare che alcuni bambini possano nascere con i genitali o con i caratteri sessuali secondari non definibili come esclusivamente maschili o femminili. Secondo la prassi del nostro governo, tali eccezioni vengono trattate dai medici  già alla nascita sulla base di decisioni sommarie che prevedono al rimozione di uno dei caratteri sessuali senza che sia possibile appurare il genere del bambino. Può dunque capitare che una decisione errata possa privare alcune persone dei caratteri sessuali coincidenti con il proprio genere.
È proprio in considerazione di tale rischio che l'Onu ritiene che l'Italia stia violando l'articolo 17 CRPD sulla “Protezione dell’integrità della persona” e chiede al nostro governo di «garantire l’integrità fisica, l’autonomia e l’autodeterminazione ai bambini interessati».
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