Mentre gli integralisti tentano di impedire le unioni civili, la TV dei vescovi ne denigra il numero



«Tanto rumore per nulla. Anzi, meglio dire per pochi». Esordisce così il servizio trasmesso da TV2000 per l'ennesimo attacco alla unioni civili. Sostenendo che i diritti di pochi non contino e che i "cattolici" abbiano fatto benissimo a paralizzare per mesi lo stato con il loro ostruzionismo pur di impedire che quei «pochi» potessero veder riconosciuti i loro diritti, l'emittente dei vescovi si lancia nel sostenere che:

Oggi, che che c'è la legge sulle unioni civili che le equipara praticamente ad un matrimonio, non sembra registrarsi la corsa a servirsene come dichiarato invece a gran voce nella scorsa primavera da una moltitudine di coppie, soprattutto dello stesso sesso. In due mesi sono state celebrate solo 26 unioni civili anche se in lista d'attesa ce n'erano altre 2012. Milano è la città italiana che più ha messo in pratica la legge Cirinnà, secondo un'inchiesta de Il Sole 24 Ore, seppure i numeri siano ancora contenuti, il capoluogo lombardo è capolista in Italia. Roma ne conta soltanto nove celebrate e 74 in procinto di essere perfezionate. mentre a Campobasso e L'Aquila non è stata fatta alcuna richiesta. Addirittura una sola è l'unione civile stipulata da una coppia etero.

Il riferimento ai «due mesi» contenuto nel servizio è in realtà un errore, tant'è che nel testo introduttivo proposto sul sito che l'emittente rivede i tempi e dice: «A quattro mesi dall'approvazione della legge Cirinnà si stila un bilancio sulle Unioni Civili contratte. Solo 26 quelle già ufficializzate».
Se sinceramente ci sarebbe da domandarsi perché mai quelle 26 coppie avrebbero dovuto vedersi negati i loro diritti solo perché i vescovi sostengono che siano poche (anche se poi i vescovi hanno tutt'altre teorie laddove soni i cristiani a rappresentare una minoranza, ndr), gravissimo è come si sia cercato la manipolazione dei dati.
Nel report citato viene infatti spiegato come «i dati non devono essere fraintesi. Innanzitutto il tempo ha giocato un ruolo decisivo. Le nuove regole in fatto di unioni omosessuali sono entrate in vigore a inizio giugno, ma di fatto non è stato possibile applicarle fino al 29 luglio. Il basso numero di celebrazioni registrate in agosto è poi coerente con la generale flessione di cerimonie che si verifica in questo mese, a causa della sovrapposizione con le ferie estive. Considerate queste variabili, c’è un dato che lascia intendere in modo chiaro che le nozze gay sono destinate ad aumentare, ed è il numero di richieste in lista d’attesa. Il rapporto è quasi di uno a cinque: 100 unioni già in porto contro le 463 in itinere».
Ma, evidentemente, i vescovi preferiscono denigrare le unioni nella speranza che quell'atteggiamento possa condizionare il voto politico di quelle povere vecchiette che si affidano a loro per l'informazione e che magari non hanno modo di appurare come la verità sia un po' diversa da come i vescovi gliela raccontano. E forse dovrebbero farsi qualche domanda dinnanzi a quelle unioni che vengono negate da sindaci che citano Dio a sproposito o di quelle persone che hanno paura di ritorsioni dato l'abitudine dei "cattolici" di sbattere le loro fotografie su Intenet all'interno di campagne di bullismo omofobico. Unirsi per poi ritrovare le proprie foto sulla pagina di Gianfranco Amato affiancate da dichiarazioni infamante e lesive della dignità umana non è mail bello, ma ancor meno è vedere dei vescovi che si gongolano del clima di terrore che loro stessi hanno contribuito a creare.

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