Perché la onnipresenza di Adinolfi a La7 è una vergogna inaccettabile



Nessuno al mondo potrà mai capire quali sarebbero le fantomatiche "competenze" per cui Mario Adinolfi viene costantemente invitato a tutte le trasmissioni che trattano di unioni civili. Probabilmente l'unica ragione è come lui abbia decido di fare soldi attraverso una crociata volta ad impedire che alcune persone possano avere i suoi stessi diritti sulla base di un presunto "diritto di nascita" ispirato a quello con cui i nazisti teorizzarono la loro razza ariana.
Citando costatemene e ossessivamente Dio quale mezzo di marketing (al punto da usare in modo blasfemo il simbolo della croce per in suo giornale), Adinolfi se ne va in giuro a dire che lui si creda migliore degli altri solo perché si è portato a letto almeno due mogli. E se gli autori televisivi lo troveranno forse divertente per il suo gettarsi in mistificazioni che insultano l'intelligenza umana, tale divertimento non è certo condiviso da chi deve subire la sua violenta aggressione a fronte di gente assetata di odio che non chiede altro che una qualunque scusa che possa legittimare il loro disprezzo.
Questo è il motivo per cui la sua vergognosa apparizione a La7 non è stato altro che l'ennesima aggressione alla dignità di milioni di persone, in quel clima persecutorio in cui il leader integralista pare mandare un messaggio molto chiaro ai nostri giovani: se siete gay, sappiate che la sua gente non vi permetterà mai di vivere serenamente la vostra vita. Sarete denigrati, perseguitati e picchiati per il solo fatti di esistere e di non essere graditi alle lobby integraliste che ruotano attorno ai partiti neonazisti.
Ma il dramma non si ferma qui, dato che vivere in un mondo con Adinolfi equivale a vivere in un perenne stato di aggressione. E vivere con qualcuno che va in giro a dire che che sei malato, contro natura, inutile, pericoloso e immeritevole di diritti non è certo piacevole. E lo è ancor meno quando quest'uomo si aggrappa a mistificazioni criminali, magari dicendo che se un gay ha commesso un omicidio allora tutti i gay devono essere visti come assassini.
Poi ci sono i più sfortunati: ragazzi costretti a vivere in famiglie indottrinante all'odio di Adinolfi. In quel caso si vive nella costante paura di essere "scoperti" e magari di essere spediti in quei centri di rieducazioni che Adinolfi promuoveva insieme a Luca di Tolve durante la sua campagna elettorale. Ed è questo forse l'aspetto più ignobile di Adinolfi, un uomo che dice di battersi per la famiglia anche se la sua opera rischia di tramutare dei genitori nei peggiori carnefici dei loro figli.
E tutto questo sulla base di mistificazioni e di slogan che vengono ossessivamente ripetuti a pappagallo anche se privi di qualunque logica. Si pensi anche solo a come vada in giro a fire che è per i bambini che lui vuole togliere dignità alle loro famiglie e voglia strappargli qualunque tutela giuridica quasi come se ciò potesse avere una qualche relazione con la sua crociata contro la maternità surrogata. E se è lecito essere più o meno favorevoli a quella pratica, non è lecito "argomentare" il proprio dissenso ricorrendo a generalizzazioni in cui non c'è alcuna correlazioni fra cause ed effetti. Ad esempio non è certo togliendo i diritti ai bambini e alle loro famiglie sono nati che si potrà cambiare il modo in cui sono nati, così come è disonesto far finta di non sapere che a ricorrere a tale pratica siano praticamente solo eterosessuali.
E in mezzo tanta schiefzza cosa resta della propaganda di Adinolfi? Nulla. Resta solo la persecuzione e la legittimazione dell'odio verso gruppi sociali che Adinoilfi sostiene non debbano assolutamente poter avere i suoi stessi diritti e la sua stessa dignità, in quell'aggressione al principio di pari dignità che lui non pare disposto ad accettare.
Ma quando un uomo minaccia i giovani e fa capire che lui farà di tutto per togliere dignità ai loro affetti e per cercare di impedire che possano vivere sereni senza temere discriminazioni o violenze, si è dinnanzi ad un uomo che sta togliendo la vita quei ragazzi e che vuole uccidere anche la loro speranza in un futuro. E, a meno di non voler sostenere che l'odio di Adinolfi valga più della vita di migliaia di ragazzi, sarebbe forse il caso che La7 inizi a rendersi conto di quale violenza stia legittimando. Perché la paura verso il diverso va curata, non certo legittimata.
L'ultima nota, non certo incoraggiante, è come il conduttore della trasmissione abbia retwettato gli elogi mossi verso l'omofobia di Adinolfi, quasi fosse compiaciuto di aver diffuso odio e omofobia contro un'intera comunità.
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