ProVita: «Ledere i diritti dei gay è un dovere. I preti che non discriminano sono traditori e chi ci ostacola è un nazista»



Il ruolo politico di Toni Brandi e della sua associazione ProVita appaiono sin troppo chiari. Brandi è l'uomo incaricato di sfruttare il sentimento religioso per abusare di Dio quale strumento di propaganda politica. È l'uomo che rinnega Gesù nel giustificare chi nega l'accoglienza di chi scappa da guerre o prosecuzioni. È l'uomo che rinnega la natura del creato nel sostenere che alcuni uomini abbiano più diritti di altri perché Dio farebbe differenze per privilegiare chi si masturba dinnanzi alle foto delle donnine nude. È l'uomo che nomina il nome di Dio invano per inneggiare ad una completa sottomissione al patriarcato di Mosca quale obiettivo di quella che appare come una precisa volontà geopolitica di ridurre l'Italia come ad colonia di Putin.
E tutto ciò passa da uno continuo stupro di Dio per finalità politiche. Ed è così che l'associazione ProVita loda la discriminazione e l'illegalità che la Lega Nord sta portando avanti a danno delle loro vittime preferite, quei gay che da anni sono al centro della loro continua ed ossessiva campagna di denigrazione.

Come in ogni propaganda, il linguaggio ha la sua rilevanza. Ed è così che si parla di «coraggio» dinnanzi a chi nega la dignità delle minoranze o si etichetta come «un omosessuale» chi meriterebbe di essere trattato come persona e non come un'entità che deve essere ridotta al suo orientamento sessuale. Ma il loro mondo funziona così, chi chiede parità di diritti è «un nazista», chi dissente da loro è «un traditore» e chi pratica vergognosi distinguo fascisti è «un uomo coraggioso». Tutto ciò serve a dire alle persone che cosa devono pensare e quali gruppi sociali devono vedere come un nemico in quella logica della contrapposizione che è tipica di chi sta gettando le basi per un genocidio. Scrivono:

Il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, ha sollevato obiezione di coscienza alla celebrazione delle unioni civili.
Un omosessuale ha raccontato la sua storia al Fatto Quotidiano, che ha dedicato alla vicenda un servizio. Varese News riporta la frase fatta, che gira da tempo, pronunciata dall’uomo che si è sentito opporre l’obiezione di coscienza: «Mi sono sentito rispondere di no da parte del sindaco, con la giustificazione che il matrimonio è solo tra uomo e donna. Il primo cittadino è cosciente di aver giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo?».
E la risposta di Cassani: «Riconosco i diritti degli omosessuali, ma non mi sento di celebrare l’unione tra due persone dello stesso sesso. E lo stesso, credo, valga per i componenti della mia giunta –spiega Cassani al Fatto– Se ci sarà qualche ufficiale civile disposto, nessuno negherà loro la funzione».

Cercato di sostenere che sia il Vangelo a negare la pari dignità dei figli di Dio in una chiave che pare assai ideologica e lontana dalla predicazione di Gesù (ma che è utile alla loro ideologia della contrapposizione), si passa a denigrare quei preti che osano non approvare una simile violenza:

Pare che anche un sacerdote abbia appoggiato la protesta LGBTQIA(…): «È un mio diritto non celebrare i matrimoni omosessuali e non li celebrerò» ha detto ancora il sindaco. «Se avevo messo in preventivo di essere etichettato come “omofobo” dalle associazioni omosessualiste, mai però mi sarei aspettato di essere bollato come “cretino” da un prete!».
La prima, sul prete: se su 12 Apostoli scelti personalmente da Gesù Cristo, ce n’è stato uno che l’ha tradito, 10 che l’hanno abbandonato nel momento del pericolo e il “capo” degli stessi l’ha rinnegato 3 volte, non ci stupisce che preti e vescovi, successori di quelle stesse 12 persone, possano essere traditori e rinnegatori anche loro.
La seconda, sulla solita solfa del diritto del Sindaco che –secondo alcuni– non ha diritto a sollevare obiezione di coscienza: ricordiamo in breve che se valeva l’obiezione di coscienza al servizio militare, se vale l’obiezione di coscienza agli esperimenti di laboratorio sulle cavie, non si capisce perché non debba valere quella all’aborto, all’eutanasia e alle unioni civili.

Gli insulti al sacerdote ci mostrano il volto di un gruppo politico che loda la Chiesa solo quando la può sfruttare a proprio vantaggio, predisponendo trattamenti da Tribunale dell'Inquisizione contro chiunque osi ricordare che la religione non è un qualcosa che serve a ledere la dignità e la vita del prossimo.
E se l'eutanasia è citata a sproposito (non esiste alcuna legge al riguardo) e l'aborto prevede l'obiezione di coscienza solo perché espressamente prevista dalla legge, rimane il fatto che il ritenere che la trascrizione di un documento che sancisce l'amore fra due persone possa essere messo sullo stesso piano di un aborto appare come una forzatura ridicola e criminale.
E se dovessimo stare al Brandi-pensiero, allora perché mai non si si potrebbe dire che la sua fantomatica obiezione di coscienza dovrebbe essere garantita anche a chi prova disgusto verso la sua opera. Perché mai un dipendente comunale non dovrebbe potersi rifiutare di rinnovargli la carta di identità o di accogliere una sua pratica qualora si dichiari in obiezione alla sua propaganda? Oppure, qualora un sindaco non gradisca la moglie scelta da un eterosessuale, perché mai non dovrebbe potersi opporre al matrimonio, magari argomentando la sua obiezione di coscienza alle donne che portano una taglia di reggiseno troppo bassa?
Se si potesse indiscriminatamente obiettare a tutto, allora tutto diventerebbe possibile oggetto di intromissioni e violazioni della libertà personale.
L'evidenza è tale che questa gente non sa che dire dinnanzi ai fatti. Ad esempio anche la Cappellini ripete ossessivamente che i sindaci del suo partito dovrebbero poter "obiettare" al riconoscimento dei diritti dei cittadini a lei sgraditi, ma se provate a chiedere alla Regione Lombardia di obiettare al pagamento delle tasse per non finanziare la sua ideologia in virtù dei vostri convincimenti morali e religiosi, non vi arriverà alcuna risposta. E ci abbiamo provato a chiederglielo!

Diventa così evidente che tutta questa sceneggiata sia solo una crociata ideologica di chi mira a danneggiare alcune persone in un progetto di persecuzione che serve solo a destabilizzare il Paese al fine di renderlo una facile preda per le mire espansionistiche di chi finanzia queste ideologie. Ed è sempre nella continua promozione dell'illegalità che l'articolo aggiunge:

Quando la legge dello Stato (legge positiva) cozza contro la legge naturale “non è legge”, diceva già Cicerone. Quindi per coscienza, la disubbidienza non solo è un diritto, ma anche un dovere.
E poi, quella battuta ammuffita sul Vangelo e la Costituzione… Bisognerebbe sapere che è proprio la Costituzione a riconoscere il diritto all’obiezione di coscienza, nel momento in cui “riconosce” i diritti inviolabili dell’uomo. Bisognerebbe saperlo… il problema è che non si vuole sapere…

O forse il problema è che Brandi non vuole riconoscere che anche i gay abbiano diritti inviolabili e che il Vangelo non serve certo a sostenere che chiunque si dica credente (e che poi credente non è, se si guarda alle opere) debba far parte di una razza superiore a cui deve essere conferito il diritto di poter negare l'esistenza e la dignità del prossimo.
In fondo la sua convinzione che la legge sia positiva solo se garantisce privilegi esclusivi a lui e alla sua famiglia non è un dato di fatto, ma la premessa di chi sostiene di voler dimostrare le sue "teorie" attribuendo alla tesi il vincolo di un dogma che debba essere preso come assunto. Sarebbe come sostenere che se il cielo è verde, allora sbaglia chi dice che sia azzurro...

E la loro demagogia non manca di invadere persino i commenti in risposta a chi giustamente notava che un sindaco è tenuto a rispettare la legge indipendentemente dalle sue ideologie personali. Eppure l'associazione ProVita replica che:

Anche i biologi che fanno obiezione di coscienza agli esperimenti sugli animali, devono cambiare mestiere? Poniamo un sindaco di un paese dove la legge dello Stato imponga di scacciare- arrestare – ributtare in mare i migranti; o una guardia costiera cui si chieda di sparare sui barconi. Può rifiutarsi di obbedire?
Chi non riconosce l’obiezione di coscienza sono i nazi-fasci-comunisti…

Se appare aberrante l'uso dei migranti quale mezzo di propaganda, facile è ricordare che un sindaco può tranquillamente dimettersi se non condivide la legge dello stato. Rifiutarsi di fare qualcosa e pretendere di ricevere lo stipendio sarebbe paragonabile  ad un operaio che si rifiuta di fare il suo lavoro ma che poi vuole la busta paga a fine mese.
Se davvero uno crede in ciò che afferma e se davvero non sta facendo tutto quello solo per mera propaganda elettorale, allora sacrifichi il suo stipendio e non i diritti dei cittadini! Altrimenti Brandi dovrebbe sostenere anche che un prete che nel suo tempi libero decide di fare l'attore porno non debba poter essere sollevato dal suo incarico perché sta solo esercitando il suo diritto a poter fare ciò che vuole in una Chiesa che deve limitarsi solo a continuare a versagli lo stipendio come se nulla fosse.
E se ora siamo dinnanzi a chi sostiene sostenere che l'omicidio debba essere paragonato alla trascrizione di una promessa d'amore, allora siamo dinnanzi persone con cui pare impossibile ragioniere. Ma forse altrimenti non potrebbe essere dinnanzi a dei tizi che hanno basato la loro intera esistenza sull'odio dei gay e che ora piagnucolano battendo i piedi per terra dicendo che loro vogliono discriminare e negare qualunque diritto a quelle persone che sono vittima di una loro incessante e violenta persecuzione. Ed è un davvero un peccato il constatare che probabilmente questa gente non creda in Dio, altrimenti potremmo ricordargli che Dio li vede e Putin no.

Da notare è anche come nelle sue pagine ProVita pubblichi un memoriale posto in Tavistock Square, a Londra, dicendo sia dedicato «a tutti gli obiettori di coscienza di tutti i tempi e di tutte le nazionalità». L'immagine viene posta in relazione a chi invoca una fantomatica «obiezione di coscienza» volta a negare i diritti costituzionali delle minoranze, mentre sulla lapide si legge chiaramente un messaggio che parla di chi si è rifiutato di uccidere. Se poi si approfondisce la storia di quella lapide, allora si scopre che è dedicata agli obiettori di coscienza che decisero di non combattere con i fucili durante la Prima Guerra Mondiale.
Passi dunque la volontà di strumentalizzare l'intero mondo per i propri fini propagandistici, ma modificare il senso delle cose e il continuare a sostenere che l'amore e l'omicidio siano sinonimi è davvero troppo!


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Nella foto: Toni Brandi e Simone Pillon alla manifestata leghista organizzato a Bologna da Salvini.
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