ProVita: «L'omosessualità è anormale ed associata a problemi di salute mentale. I gay vanno curati perché minacciano l'ecosistema della natura»



L'associazione ProVita appare come una vera e proprie di odio e di disprezzo contro una comunità ben specifica, ormai vittima di una loro costante persecuzione. In un articolo dal titolo "Omosessualismo: un’ideologia lontana dalla verità", il gruppo integralista guidato da Toni Brandi si lancia in affermazioni grave ed altamente lesive della dignità di migliaia di cittadini.
Il tutto condito da un fatto ancor più grave e non certo da sottovalutare: ogni insulto e ogni diffamazione propone un relativo contenuto del sito in cui tale tesi era già stata sostenuta, per un totale di una tenrina di articoli propagandistici che paiono sottolineare un'operazione pensata e coordinata nel tempo. Come formichine, hanno portato piccolo pezzetti di odio che una volta accumulati potessero creare un mondo in cui Brandi pare sentirsi libero di poter accusare i gay di qualunque cosa, magari dicendo che sono dei malati, pericolosi, anormali, contagiosi, perverti, inutili alla società e costosi per il servizio pubblico. Di questo passo c'è solo da chiedersi tra quanto si inizierà a sostenere che la società funzionerebbe meglio se i gay venissero sterminati in un qualche campo di concentramento...

Ma veniamo ai fatti. L'articolo si apre con il solito sostenere che esitano due gruppi di gay: un gruppo di persone represse che si vergognano della propria natura e che non mette in discussione quella superiorità razziale che Brandi attribuisce all'eterosessualità ed un gruppo composto da quegli odiosi gay che osano vivere felici contro il volere del totalitarismo integralista. E sono loro ad essere accusati di portare avanti «una ideologia» individuabile nella loro scarsa propensione a non sentirsi inferiori a Brandi. Scrive ProVita:

Abbiamo detto tante volte che c’è una grande differenza tra omosessualità e omosessualismo, omosessuali e omosessualisti. C’è sempre da diffidare degli “-ismi”. C’è dietro un’ideologia che in quanto tale descrive un pensiero astratto. Spesso, è un pensiero totalizzante, assoluto, che non ammette altro da sé e ancor più spesso è talmente “pieno di sé” che perde ogni connessione con la realtà e la verità.

Ed è sostenendo che l'omosessualità sia una realtà contro-natura in quella "natura" che Brandi teorizza debba essere soppesata su sé stesso quale massimo rappresentante di una nuova razza ariana, l'articolo aggiunge:

L’omosessualismo non è da meno. Perde ogni collegamento con la verità e con la realtà per affermare un’idea che da un lato concede il libero sfogo agli istinti sessuali più fantasiosi e contro-natura, e dall’altra impone un diktat per cui chi non condivide uno stile di vita basato sul godimento estremo a tutti i costi è un reietto, da emarginare.

Si passa così a spacciare per scienza un articolo scritto da Rodolfo De Mattei, un tizio che gestisce una web-agency romana e che non ha alcun titolo (se non il suo odio) per sostenere alcunché. Eppure è proponendo la sua teoria come un doma di fede che l'associazione ProVita dice che i gay starebbero conducendo «una propaganda» volta a rendere accettabile un orientamento sessuale che loro vorrebbero ricoprire di disprezzo e di stigma sociale. Ed è proprio accusando i gay di «strategie menzognere utilizzate in modo martellante ed efficace per far propaganda», l'associazione ProVita passa ad illustrare quella che sostiene sia «l’agenda dell’omosessualismo»:

- normalizzazione dell’omosessualità e del transgenderimo attraverso l’educazione sessuale nelle scuole, fin dagli asili;
- multe e stigma sociale per punire gli “omofobi”. I maggiori successi legali sono stati ottenuti contro gli imprenditori che si rifiutano di lavorare per i ”matrimoni” omosessuali;
- criminalizzazione dei professionisti che offrono terapie di sostegno alle persone sessualmente confuse, specie ai minori;
- leggi che consentono l’ingresso agli uomini “che si sentono donne” nei bagni e negli spogliatoi femminili;
- punizione –anche per legge– di chi non si adegua alla neolingua nell’uso del pronome giusto per le persone di genere incerto;
- finanziamento a carico dei Servizi Sanitari Nazionali (quindi dei contribuenti) per gli ”interventi chirurgici di riassegnazione del sesso”;
- accettazione dei transgender nell’esercito (negli Stati Uniti è stato ottenuto);
- normalizzazione e incoraggiamento dell’uso di terapie ormonali volte a bloccare la pubertà dei bambini al fine del “cambiamento di sesso”

Esatto. il gruppo di Brandi sostiene che si debba dire ai bambini che l'omosessualità non sia normale, che i transessuali non debbano poter far parte degli eserciti, che i genitori debbano poter "curare" i loro figli attraverso tecniche prive di qualunque fondamento scientifico e nella totale noncuranza del rischio di spingerli al suicidio. Insomma, Brandi esige che i gay siano discriminati in tutto e per tutto, arrivando sino a sostenere che persino il rifiuto di beni e servizi ai gay sia doveroso (ma solo se atto a colpire i gay, dato che a lui tutto deve essere dovuto a prescindere dell'etica e delle convinzioni di chi non può sottrarsi dal rispettare la sua volontà). Interessante è anche il suo sostenere che le terapie ormonali volte a bloccare la pubertà sarebbero orientati al cambiamento di sesso, quando in realtà sono orientati solo ad offrire il tempo necessario per permettere che una persona possa esercitare il suo diritto di autodeterminazione attraverso eventuali interventi meno invasivi e meno pericolosi (ma forse a lui non importa nulla di infliggere sofferenze gratuite alle vittime della sua persecuzione).
E che dire dell'intervento subito da Brandi di cui parla sempre durante i suoi convegni? Anche quello è stato pagato dai contribuenti, compresi quelli a cui lui vorrebbe negare ogni diritto. Appare dunque molto vile il promettere guadagni economici in cambio di discriminazioni, anche perché una simile ideologia aprirebbe la porta a tante ipotesi: se il guadagno personale deve prevalere sul diritto altrui, allora perché non dovremmo ripristinare la schiavitù o non dovremmo sopprimere gli anziani? Anche in quel caso la sua gente guadagnerebbe soldi sulla pelle degli alti.

L'articolo passa poi al illustrare quelle che secondo ProVita sarebbero «le principali e più grandi bugie propagandate dall’omosessualismo»:

Per raggiungere questi obiettivi, la propaganda dell’omosessualismo e dell’ideologia gender riescono a far passare per indiscutibili verità delle menzogne colossali, con il pieno e decisivo appoggio dei mezzi di comunicazione. Per esempio:
È vero che "We Are Everywhere" (noi siamo ovunque)? La propaganda dell’omosessualismo ha fatto passare l’idea che il 10% della popolazione (americana) è omosessuale? Non è vero. Nel 2014, un vasto sondaggio condotto dal
Federal National Center for Health Statistics che ha coinvolto 35.557 americani ha riscontrato che solo l’1,6% degli intervistati si è identificato come ”gay o lesbica”.
La “Born Gay Theory”: gay si nasce? No. Non è vero. La cosa serve a deresponsabilizzare le persone che per motivi più o meno radicati nella loro indole sono attratti da persone dello stesso sesso. Ma come ben sanno i nostri Lettori non è mai trovata alcuna prova scientifica che attesti l’origine genetica dell’omosessualità (tant’è che ormai le lobby LGBTQIA(…) stanno abbandonando il punto.
I traumi infantili non c’entrano niente con l’orientamento sessuale? La propaganda dice di no. È invece evidente il nesso esistente tra ”abusi infantili” e omosessualità adulta. In particolare, uno studio del 2015 condotto da Keith Beard e pubblicato sulla rivista ”Cogent Psychology” ha rilevato che, ”l’incesto tra fratelli o sorelle aumenta significativamente la probabilità che, una volta adulti, essi si auto-identifichino come gay, lesbiche, bisessuali, o mettano in discussione la propria sessualità”.
Tutti i “generi” sono fluidi. Allora anche l’orientamento omosessuale può cambiare? La propaganda dice di no. Perciò l’amministrazione Obama ha messo al bando le cosiddette ”terapie riparative”, e Lo Giudice vorrebbe che fossero messe al bando anche qui in Italia, dove la pressione sui professionisti in tal senso è già fortissima. Invece ci sono centinaia e centinaia di esempi di persone che erano infelici delle loro tendenze omosessuali e hanno trovato la serenità e l’equilibrio grazie alle terapie riparative o a percorsi di auto-aiuto, come testimoniano i membri del
Gruppo Lot o di Courage.
Altro mito da sfatare, nell’interesse anzitutto di chi soffre di disforia di genere, si sappia che non si può cambiare sesso. La propaganda sostiene che sì, con ormoni e chirurgia si può. La verità è che NO: il sesso è scritto nel codice genetico presente in ogni singola cellula del corpo umano... Anche su questo punto i lettori di
ProVita sono ben informati.
I trattamenti ormonali, in tal senso, non aiutano affatto gli adulti e tanto meno i bambini, laddove la disforia di genere – se reale – è un problema psicologico quasi sempre connesso ad altri problemi psicologici.
Per i bambini è diverso essere allevati da due genitori normali, un padre e una madre o da una coppia omosessuale? Basta “l’amore”? Anche a questo proposito abbiamo riportato le testimonianze e gli studi statistici che smontano radicalmente la propaganda, ma che neanche servono, se si ragiona col buon senso comune…
Chi sostiene che la pratica dei rapporti omosessuali è “normale”, sostiene anche che è “sana”. Anche qui con un briciolo di buon senso comune non sarebbe necessario tirare in ballo la scienza. Comunque, come accade con l’aborto, anche l’omosessualità è associata ad un aumento dei problemi di salute mentale e di angoscia. Senza contare l’ampia diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle patologie fisiche legate al sesso contro-natura.

Se il solito gioco dei numero li porta a sostenere che i gay siano l'1% quando chiedono diritti e siano il 98% quando si calcola la reversibilità, appare sempre più evidente la matrice ideologica di chi si diverte a giocare sulla pelle del prossimo (e neppure vale la pena di perdere tempo nel commentare la "serietà" della fonte citata). E lo stesso vale per le affermazioni criminali volte a sostenere che l'omosessualità sarebbe una sorta di "patologia" o il voler far credere ai bigotti che basterà spedire i figli da qualche "terapista" cristiano per poterli "cambiare" secondo i propri desideri.
Dicono poi che tutti i gay sarebbero stati abusati o che avrebbero praticato sesso incestuoso, arrivando a ipotizzare che il divieto delle "terapie riparative" debba valere come riprova della loro validità (anche se in realtà è una scelta a salvaguardia di quei bambini che vengono salvati da reali torture a causa dell'odio e del rifiuto che ricevono dai loro genitori).
Si parla persino centinaia di fantomatici personaggi che avrebbero cambiato orientamento sessuale (chi? sempre e solo quel solito Luca di Tolve?) e si sostiene che i transessuali non debbano assolutamente poter cambiare sesso solo perché graditi i lettori di ProVita non accettano di mostrare rispetto verso l'identità di genere delle persone e il loro diritto all'autodeterminazione. Ed ancora, accostando omosessualità ed aborto, dicono che i gay sarebbero dei malati mentali e fisici, così come contrappongono la definizione di «genitori normali» a quelli che evidentemente reputano siano genitori anormali. Insomma, insulti gravi, gratuiti, diffamatori e denigratori.

E dopo questa sfilza di insulti e di offese con cui si attacca un'intera comunità, l'associazione di ProVita (che per scrivere simili amenità percepisce contribuiti statali in virtù del suo stato di "onlus") conclude nel sostenere che il loro odio sia dettato dalla volontà di purificare il mondo da quei luridi gay che non si struggono dal desiderio si poter cambiare per assomigliare ai loro carnefici:

Siamo tesi –giustamente– e preoccupati per la salvaguardia del creato, dell’ecosistema, della natura. Se avessimo la stessa tensione per “l’ecologia dell’essere umano”, per il rispetto della natura dell’uomo, della donna e della famiglia, saremmo tutti più felici. Le persone con tendenze omosessuali sarebbero più consapevoli di essere in una condizione con la quale certamente possono vivere dignitosamente, ma dalla quale, altrettanto dignitosamente, se vogliono, possono uscire e riscoprire, chissà – per dirla col poeta – “un no so che felicità nuova”.

Siamo dinnanzi ad un attacco efferato e pericoloso, indice di un gruppo che pare disposto a giocare con la vita e con la morte di un intero gruppo sociale solo per raggiungere i loro obiettivi politici. È gente che entra nel nostro Senato e che parla nel nostro Parlamento, con collegamenti diretti a politici che decidono le sorti del Paese. E dinnanzi a simili trattati ricolmi d'odio, c'è da aver paura dinnanzi ad uno stato che non ha il coraggio di tutelare le minoranze da quei gruppi violenti che stanno riportando in vita un nuovo fascismo che viene puntualmente nascosto dietro un falso sentimento religioso (sia mai che un qualche prete non gli garantisca l'impunità in uno stato che spesso e volentieri preferisce compiacere il clero piuttosto che seguire la Costituzione).

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