ProVita sta con Trump: «La Clinton rappresenta il male, omosessualista ed anti-cattolica»



L'associazione ProVita si è schierate apertamente a sostegno della candidatura di Donald Trump alla guida degli stati Uniti. E se la loro organizzazione che cita ossessivamente Papa Francesco quando per trarne un vantaggio politico, fa sorridere come il parere vaticano paia non interessargli più se si parla di offrire supporto un personaggio vicino alle lobby dell'integralismo internazionale (che il Papa aveva accusato di non essere un vero cristiano).

Forse infastiditi da come la Clinton offra supporto alle minoranze da loro perseguitate, l'organizzazione di Brandi si lancia anche nella sua solita macchina del fango nell'asserire che «Hillary Clinton incarna la cultura della morte nel senso più ampio possibile. E, limitandoci solo alle questioni che ci stanno a cuore, la candidata democratica alla Casa Bianca rappresenta il male. Senza ombra di dubbio. La Clinton è convintamente abortista, favorevole alla manipolazione degli embrioni, imbevuta di ideologia omosessualista, anti-cattolica. Potremmo continuare a lungo, ma è già molto chiaro anche così».
Riguardo a Trump, invece, dicono che «leggiamo con piacere che ha lanciato una Pro-Life Coalition. In una lettera inviata a tutti i leader pro-life degli Stati Uniti, chiedendo il loro sostegno, ha promesso che, qualora venisse eletto presidente, combatterà radicalmente l'aborto».
E dinnanzi a chi promette l'introduzione di leggi che limitano la libertà individuale per compiacere alcune lobby, ProVita si lancia nel ringraziare chi promette loro dei giudici di parte che possano emettere solo sentenze ideologiche a favore delle loro rivendicazioni. Dicono che «il candidato del Partito Repubblicano si impegna a nominare giudici anti-abortisti alla Corte Suprema. Peraltro, dopo la morte del pro-life Antonin Scalia, c’è un posto vacante»

A preoccuparci, però, dovrebbe essere soprattutto l'elenco di ultras dell'integralismo organizzato che Trump ha arruolato nel suo carrozzone. Nomi che piacciono alle mire totalitariste di ProVita ma che devono far tremare chiunque non gradisca personaggi che dedicano la loro vita ad imporre le loro idee agli altri:

Trump sa che il tema del diritto alla vita è molto caro e addirittura determinante per milioni di elettori statunitensi (noi europei in questo abbiamo solo da imparare) e sa anche che, secondo recenti sondaggi, il 62% dei cittadini si oppone a finanziare pubblicamente l’aborto. E tra questi c’è anche un 45% di abortisti!
Per questo, ha scelto come vice-presidente il cattolico
Mike Pence, conservatore da anni impegnato a favore della vita, e si è circondato di collaboratori come Tony Perkins, presidente del FRC Action, legato al Family Research Council, e Troy Newman, presidente di Operation Rescue.
Alla guida della Pro-Life Coalition, Trump ha nominato Marjorie Dannenfelser, presidente della
Susan B. Anthony List, influente organizzazione che dal 1993 si occupa di favorire l’elezione di personale politico antiabortista, soprattutto donne.

Per chi non lo sapesse, Tony Perkins è il leader di un gruppo integralista che va in giro a sostenere che le catastrofi naturali siano la punizione di Dio per il matrimonio gay e che pretende l'introduzione di leggi che promuovano le fantomatiche "terapie di conversione" dell'omosessualità.
Anche Troy Newman è uno strenuo sostenitore delle teorie che vedrebbero le catastrofi naturali come punizioni di Dio per il riconoscimento dei diritti delle persone lgbt, mentre la nomina di Marjorie Dannenfelser pare sia legata a come la leader integralista avesse chiesto ai Repubblicani un cambio di nomine dopo le numerose dichiarazioni denigratorie e umilianti sulle donne pronunciate da Donald Trump. Ottenuta la nomina, i suoi dubbi si sono magicamente dissolti. Quando si dice il caso...
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