Secondo il Comune bresciano di Casto, i gay uccidono le famiglie etero per il solo fatto di esistere



Se i transessuali non verranno puniti mediante castrazione e se i diritti dei gay non verranno calpestati, la famiglia tradizionale verrà sterminata da quella gente che secondo Gianfranco Amato non ha alcun diritto di esistere perché lui si reputa migliore di loro peri diritto di nascita, Peccato che non si tratti solo dell'ennesimo convegno di istigazione all'odio organizzato dal leader integralista, ma una serata d'odio che verrò promossa da un Comune italiano con i soldi della collettività contro una parte di quella stessa collettività.
A macchiarsi di questo atto è il Comune bresciano di Casto, organizzatore di un convegno che vedrà come unico relatore il solito Gianfranco Amato, ancora una volta lasciato libero di poter dire qualunque cosa senza un contraddittorio che possa garantire una sana informazione dinnanzi ad un tizio che va ancora in giro a dire che l'Oms voglia "omosessualizzare" i bambini.
Ma il vero insulto è un inquietante manifesto dove una famiglia viene ritratta con un mirino puntato su di loro, accompagnando il tutto con messaggi terroristici come: "Teoria gender, la famiglia nel mirino". Si prometter poi "una serata per dimostrare che la famiglia è sotto attacco" anche se in realtà Amato non ha mai motivato in che modo i diritti altrui dovrebbero ledere i diritti dei suoi seguaci. Sarebbe come sostenere che un vengano sua una minaccia per chi mangia carne...
Gettando via la laicità dello stato, il manifesto del Comune afferma poi che si tratti di "un evento imperdibile per chiarire dubbi e perplessità su quale sia il ruolo dei cristiani oggi in difesa della famiglia". E se Amato ripeterà il suo solito copione, sappiamo bene che proporrà discriminazione e odio contro gay e lesbiche, magari inneggiando alla distruzione dell'Europa e alla necessità di affidare i propri voti ai partiti di estrema destra che vogliono introdurre distingui fascisti nel diritto di famiglia.
Tra le altre cose che è facile osservare è come Amato oggi sia tornato a presentarsi come presidente dei Giuristi della Vita dopo aver rimosso ogni riferimento alla sua militanza come segretario del fallimentare partito politico di Adinolfi.

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