Secondo l'assessore Cappellini non basta obbligare le donne ad essere ingravidate, bisogna punire i gay



L'unico ruolo della donna è quello di sfornare figli. A sostenerlo è l'assessore regionale lombardo Cristina Cappellini che, attraverso Twitter, plaude all'iniziativa del ministro Lorenzin per insultare gli uomini sterili e per invitare le ragazzine a offrire il loro utero in giovane età in modo da avere tempo per fare quanti più figli possibile. Il tutto riproponendo gli slogan più vergognosi del fascismo.
Ma l'ossessione della Cappellini verso gay e lesbiche l'ha spinta a riportare all'omofobia anche il tema della fertilità, al punto da scrivere:

#fertilityday: perché no? Ma non basta se il Governo dimentica, anzi, umilia la #famiglia con normative ad hoc (unioni civili ma non solo).

Insomma, secondo l'assessore leghista o gay sono un'umiliazione della società dato che il loro sperma non viene introdotto nel suo utero in modo da procreare bambini. Praticamente è la mercificazione dell'utero della donne che da lei viene proposto come un forno per creare giovani balilla, contraddicendo tutti gli slogan conc ui aveva cercato di attaccare gay e lesbiche attraverso il falso accostamento fra l'orientamento sessuale a la pratica della maternità surrogata (che, come sappiamo, è praticata al 98% da coppie eterosessuali).
Pare proprio che questa gente sarebbe disposta proprio a tutto pur di dare libero sfogo al loro odio e cercare di ottenere qualche voto in più stringendo l'occhio a quell'integralismo cattolico che applaudiva ad un Gandolfini che dal palco del Family Day diceva che il sesso è tollerabile solo se finalizzato a fare figli.

Nei giorni scorsi la Cappellini si era impegnata nella promozione del libro sul Family day scritto da Gandolfini, ricordandoci ancora una volta chi siano le persone per le quali sta lavorando. E forse non è un caso se la sua presa di posizione a sostegno della riduzione della donna ad un utero da ingravidare sia arrivata solo dopo aver riproposto gli slogan a sostegno dell'iniziativa rilanciati dal gruppo omofobo Articolo 26 e dal portavoce della Manif pour Tous (di cui lei fa parte). Poi a giorni partirà anche l'inutile "telefono gender" che la Cappellini ha voluto a tutti i costi pur di promuovere l'isteria dell'integralismo cattolico e dei gruppi neonazisti, sottentrando fondi che sarebbero potuti essere impegnati a beneficio della collettività per destinarli alla sua crociata ideologica contro i cittadini a lei sgraditi.
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