Un candidato al Senato dello Utah attacca gli amici di un 19enne suicida parlando di «peccato di omosessualità»



Braxton Taylor è un ragazzo gay che si è tragicamente tolto la vita questa settimana. Se i motivi del gesto non sono stati resi noti dalle autorità, su alcuni siti di "ex mormoni" parlando di un suicidio causato dall'omofobia di un giovane che ha dovuto affrontare la difficoltà dell'essere gay in una famiglia mormone.
Dinnanzi al messaggio di cordoglio lasciato su Facebook da una ragazza, un candidato del partito indipendente americano al Senato dello stato dello Utah, Ma Jason Christensen, ha ritenuto reagire a quel dolore per ostentare la sua falsa "moralità".
La ragazza diceva di essere triste e il candidato le ha risposto scrivendo: «Sì, questo è triste. E si spera Dio avrà pietà di entrambi i peccati che questo ragazzo ha commesso. Il peccato di omosessualità il peccati dell'omicidio».
E dopo che che la donna ha chiesto un po' di rispetto, precisato si era un suicidio e non un omicidio, l'uomo ha aggiunto: «Leggete le Scritture e smettetela di negare le Scritture. Mi sento male per lui e per i suoi peccati. Ma bisogna riconoscere ciò che è peccato e ciò che non è il peccato. Bisogna vivere il Vangelo di Gesù Cristo e non il Vangelo del Diavolo».
Sul suo sito Christiensen sostiene che i diritti della comunità lgbt facciano parte di «un'agenda comunista del male» e si riferisce all'omosessualità sostenendo sia «innaturale e malsana».
All'arrivo delle prime proteste, il candidato ha reso private le sue pagine sui social network in modo da impedire che le persone potessero esprimere la loro opinione riguardo al suo comportamento.

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