80 anni fa Heinrich Himmler inaugurò l'ufficio centrale del Reich per la lotta all'omosessualità



Era il 10 ottobre 1936 quando un decreto emanato da Heinrich Himmler permise alle autorità naziste di rilevare i dati di decine di migliaia di uomini gay attraverso la fondazione dell'Ufficio centrale del Reich per la lotta al omosessualità e l'aborto, in quello che risultò uno strumento chiave alla persecuzione nazista dei gay in Germania.
La nuova autorità trovò sede a Berlino e venne inizialmente guidata da ufficiale delle SS Josef Meisinger. Poi, nel 1938, alla sua guida subentrò il soprintendente Erich Jacob. Entrambi coordinavano un gruppo di 17 dipendenti che nel 1940 vantarono di aver raccolto i nomi e gli indirizzi di oltre 40.000 gay tedeschi. Si presume che la collezione finale di circa 100.000 nominativi sia stata probabilmente distrutto negli ultimi giorni della guerra.
Il decreto segreto di Himmler chiedeva un «controllo effettivo» della omosessualità, bollandola come una «malattia nazionale» e come «uno dei maggiori pericoli per i giovani». E se l'istituzione dell'ufficio non segno direttamente l'inizio della persecuzione nazista degli omosessuali, segnò comunque l'inizio di una significativa intensificazione della repressione.
La Germania nazista perseguitò circa 50mila uomini gay in virtù del paragrafo 175 del codice penale che criminalizzava l'omosessualità. Furono 15mila le persone deportare nei campi di concentramento e la metà di loro trovò lì la morte.Centinaia di uomini omosessuali sono stati castrati sotto ordine del tribunale in un numero imprecisato di ospedali psichiatrici. Senza il lavoro dell'Ufficio centrale del Reich per la lotta al omosessualità e l'aborto non sarebbe stato possibile compiere persecuzioni su così ampia scala.

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