A Milano è già partito il progetto leghista per scacciare i gay dalla città?



Il 19 ottobre il quartiere di Porta Venezia a Milano è stata teatro di un impressionante dispiegamento di forze della polizia per effettuare controlli di “routine” su cinque locali frequentati da gay e da migranti. Quegli stessi locali erano stati al centro di ispezioni dell'ASL e di ispettorato del lavoro nella mattinata di quella stessa giornata.
Una concomitanza che qualcuno ha collegato all'approvazione della delibera del consiglio di zona 3 che sulla base di una mozione della Lega Nord chiedeva  di contrastare e contenere la presenza della movida gay e dei migranti nel quartiere del lazzaretto. Il tutto, ovviamente, con la solita scusa di voler tutelare l’ordine pubblico che a dsetta della Lega viene minacciato dai gay più che dagli eterosessuali.
Arcigay Milano nota come «in tale delibera si invocavano, guarda caso, proprio quegli stessi controlli nei confronti di non meglio specificati locali di via Lecco. Avevamo già espresso in un nostro comunicato stampa il timore che dietro l’invocazione dell’ordine pubblico e della sicurezza ci fosse l’intenzione di cercare dei capri espiatori e di colpire politicamente proprio quello spirito plurale e multiculturale che in questi anni è emerso come caratteristica positiva e peculiare del quartiere, grazie alla collaborazione fattiva di associazioni, istituzioni e attività commerciali. Alla luce dei fatti di oggi, i nostri timori sembrano confermati».
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