Cattolici integralisti, fascisti veneti e giovani padani a lezione dal pro-putin Komov



È la Comitata GiordanaB runo ad occuparsi di una dette tappe del tour di promozione all'odio che Toni Brandi poterà in giro per l'Italia. Per un fattore prettamente territoriale, l'interesse del gruppo è caduto sul convegnoche si terrà nella loro città, contro il quale hanno diffuso un comunicato stampa:

Dopo essere stato accolto in Gran Guardia, nel 2014, con gli onori del Sindaco Tosi, del Presidente della Provincia Miozzi, del Vescovo Zenti, Alexej Komov, rappresentante del World Congress of Families, un’organizzazione internazionale che ha come scopo la difesa della cosiddetta “famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”, è di ritorno a Verona, il 10 ottobre 2016, per un incontro alla sede dell’Associazione Nazionale dei Mutilati e Invalidi di Guerra (ANMIG) di Verona dal titolo “La famiglia sotto attacco?”.
Organizzato dal Movimento Giovani Padani, dal Centro Culturale Nicolò Starnone, dall’Associazione VenetoRussia e promosso dall’associazione ProVita Onlus, l’incontro sarà l’occasione per i cattolici integralisti, per i fascisti veneti e per i giovani padani di denunciare quella che, appena qualche giorno fa, Papa Francesco definiva “una guerra mondiale per distruggere il matrimonio”.
Alexej Komov, presentato come “ambasciatore” alle Nazioni Uniti, non ha nessuna carica istituzionale ufficiale, è semplicemente il rappresentante di una lobby cattolica internazionale che aderisce alla campagna omofobica e transfobica promossa da Putin in Russia, attraverso leggi che vietano “la propaganda omosessuale” e che hanno come unico scopo di reprimere le vite delle persone gay, lesbiche bisessuali e transgender (LGBT) e di giustificare le violenze nei loro confronti.
Già nel 2014, l’associazione ProVita Onlus aveva promosso la tournée italiana di Komov il cui messaggio consiste a dire che in Italia, come in altri paesi dell’Europa occidentale, sarebbe in corso una deriva anti-cattolica e anti-democratica, contrariamente alla Russia di Putin, presentata come un modello di democrazia e culla della cristianità.
Ancora una volta il consigliere Alberto Zelger, che modera l’incontro, apre le porte della città ai rappresentanti di una propaganda ultra-cattolica che, contestando una fantomatica “teoria del gender”, è in realtà un attacco ai diritti delle persone LGBT.
Ancora una volta rispunta Palmiro Zoccatelli, vecchia conoscenza del Circolo Pink di Verona, già presidente del gruppo integralista cattolico veronese “Famiglia e civiltà”, il cui obiettivo è attaccare le persone omosessuali. Zoccatelli è stato condannato a risarcire il Circolo Pink per gravi offese alla dignità omosessuale, sentenza passata in giudicato nel 2000. Nel 2014 è diventato presidente del comitato “Veneto indipendente”.
Ancora una volta Verona diventa il palcoscenico di una vergognosa apologia dell’omofobia e della transfobia.
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