Certi Diritti prende posizione contro i sindaci che non vogliono applicare la legge: «Straparlando si finisce sui giornali»



È l'Associazione Radicale Certi Diritti a prendere una dura posizione contro quei sindaci che si dichiarano "obiettori" al rispetto delle leggi solo per cercare di guadagnare un po' di visibilità e qualche trafiletto sui giornali. Siamo dinnanzi a rappresentanti delle istituzioni che fanno campagna elettorale sulle spalle della gente, danneggiando i cittadini per propri tornaconti (va infatti sempre ricordato come la mancata trascrizione di un'unione sia considerata un gioco per gli integralisti cattolici, ma abbia ripercussioni reali nella vita delle persone discriminate in ambiti di assegnazione delle case, dichiarazioni congiunte e tutta un'altra lunga lista di situazioni civili che procurano danni reali).

L'associazione afferma:

Si stanno moltiplicando le dichiarazioni di alcuni Sindaci che si dicono contrari alla Legge sulle Unioni Civili e che vorrebbero non applicarla. Alcuni mettendo i bastoni tra le ruote di chi sceglie di unirsi (scegliendo luoghi e ore improbabili per le registrazioni e amenità del genere), altri si trincerano ancora dietro un generico e insopportabile «mancano i decreti attuativi», quando invece il comma 35 della Legge dice espressamente: «Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 34 acquistano efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge». È chiaro, tra l’altro, come questa disposizione renda passibile di denuncia chiunque si opponga all’effettiva efficacia della Legge stessa. Altri Sindaci ancora, e questo è il caso più grave e ridicolo insieme, hanno addirittura dichiarato che non rilasceranno alcuna delega agli ufficiali di stato civile affinché facciano le registrazioni. Su tutti quei comportamenti che impediscono, direttamente o indirettamente, l’applicazione della Legge chiediamo che i Prefetti, così come erano super vigili nei confronti dei Sindaci che volevano trascrivere, siano altrettanto solerti ora e intervengano affinché la Legge sia applicata in toto. Sulle dichiarazioni in merito al rilascio della delega chiediamo invece agli operatori e alle operatrici dei media di riflettere qualche minuto in più: la Legge sulle Unioni civili parla espressamente di “ufficiale di stato civile” e non di Sindaci. I Sindaci, come noto, sono ufficiali, ma delegano questa funzione ad altra persona o persone, dell’amministrazione. E questa delega non è specifica per ciascuna delle attività che un ufficiale deve svolgere, bensì generica, perché fa riferimento alla funzione e non alle singole attività.Quindi non esiste nessuna delega alle unioni civili, e mai potrà esistere. Quei Sindaci che dicono il contrario mentono sapendo di mentire. Se invece i Sindaci fossero coerenti fino in fondo dovrebbero adottare un provvedimento che escluda la registrazione delle unioni civili dai compiti dell’ufficiale. Cosa che non sta né in cielo né in terra e sarebbe immediatamente fonte di intervento sostitutivo del Prefetto e di denuncia. Inoltre, come ha chiarito il Consiglio di Stato e chiunque legga correttamente la legge e si intende minimamente di giurisprudenza, non esiste un diritto all’obiezione di coscienza sulla Legge Cirinnà. Se qualcuno lo pensa davvero dovrebbe fare come i veri obiettori che andavano in galera per sostenere le proprie idee. Ci sono quindi Sindaci disponibili a portare le proprie dichiarazioni alle logiche conseguenze? Ci sono quindi Sindaci disposti a restituire la fascia tricolore? Non è qui in gioco la libertà di pensiero, tanto a sproposito richiamata in questi casi, ma la coerenza, e questi Sindaci dimostrano di non averla. Hanno bensì un fiuto certo per la comunicazione. Ormai è noto: straparlando contro le persone omosessuali e transessuali e contro la Legge sulle Unioni Civili si finisce sui giornali.
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