"Citizen gay" di Vittorio Lingiardi



È uscita la nuova edizione del saggio dello psicoanalista Vittorio Lingiardi che ricostruisce le lotte per i diritti civili dei gay, fino alla legge Cirinnà.
Il saggio prende in esame anche tutta una serie di inaccettabili affermazioni che ci hanno accompagnato negli ultimi anni. Ad esempio si citano le parole pronunciate nel 2010 damonsignor Giacomo Babini, il quale sosteneva che «l’omosessualità in un prete, se tradotta in pratica depravata, è addirittura più grave della pedofilia». Nel 2012 Carlo Giovanardi rispose a chi gli chiedeva che effetto gli avrebbero fatto due ragazze che si baciano per strada: «A lei che effetto fa uno che fa pipì? Se lo fa in bagno bene, ma se uno fa la pipì per strada davanti a lei, può darle fastidio». Ma anche più recentemente Mario Binasco, docente di psicologia e psicopatologia, nel febbraio 2015 disse che il ddl Cirinnà «tende a distruggere i legami familiari originari. Prevalgono istinti di morte. L’Is non è poi molto diverso».
Insomma, di pregiudizio e di ignoranza da combattere ve n'è tanta. Solo a fatica in Italia si è arrivato a riconosce come "specifica formazione sociale" le unioni gay, tenute separate dal matrimonio così come la loro "vita familiare" sancita dalla Costituzione viene relegata alla sola coppia, senza alcuna possibilità genitoriale.
Il saggio ripercorre la storia per la conquista dei diritti e pone il lettore a domandarsi come sia possibile che ancor oggi esista la violenza omofobica o di come si assista ancora a gruppi disposti ad appellarsi innaturalmente alla natura. Perché nel riflettere su tanti modi in cui oggi si può essere famiglia, emerge chiaramente come le famiglie omogenitoriali esistono già e come non basti chiudere gli occhi per far sì che la loro realtà scompaia.
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