Corrispondenza Romana censura il bacio gay (così, giusto per sottolineare il loro disprezzo)



Corrispondenza Romana pare non aver dubbi: un bacio fra due persone dello stesso va censurato perché due luridi froci che si scambiano effusioni non sono tollerabili per chi chi usa Dio quale giustificazione del proprio odio. Ed è dunque sotto le immagini del cupolone di San Pietro e attraverso un sito straboccante di immagini sacre che si lancia un'offensiva contro un'intera comunità a cui pare vogliano togliere il diritto stesso all'esistenza. Con la sua solita ferocia, il sito ultra-cattolico afferma:

L’Alto Adige si trova sotto un attacco omosessualista senza precedenti. Dopo il bacio omosessuale sul diario scolastico e il manuale "Info!Girls", è infatti ora la volta della nuova campagna LGBT “Vivo Appieno” che si appresta a tappezzare circa 100 fermate degli autobus con manifesti recanti il seguente messaggio; "Una vita appieno – Non importa chi ami, vivi come ti piace". Per ribadire il concetto, a partire dal 20 ottobre verrà inoltre proiettato uno spot con l’identico messaggio in diversi cinema altoatesini.

L'offensiva passa poi a sostenere che:

La nuova iniziativa di “normalizzazione” omosessuale, promossa dall’associazione LGBT+ Centaurus, viene lanciata in occasione della celebrazione, il prossimo martedì 11 ottobre, del “Coming Out Day“, una ricorrenza internazionale in cui la comunità LGBT+ invita i giovani ad “uscire allo scoperto” dichiarando al mondo la propria omosessualità.
Il “Coming Out Day” nasce negli Stati Uniti l’11 ottobre 1988 per iniziativa di Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O’Leary, politico ed attivista LGBT di Los Angeles. La data fu scelta per ricordare il primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i “diritti” delle lesbiche e dei gay, tenutasi l’anno precedente, l’11 ottobre 1987.
La campagna “Vivo Appieno”, in nome dello slogan “vivi come ti piace”, inculcato prepotentemente ai giovani altoatesini attraverso manifesti e spot cinematografici, mostra ancora una volta il martellante e insopportabile piano di indottrinamento alla “fluidità sessuale” in atto in Alto Adige.

Peccato che, a ben guardare, l'unica campagna martellante appare proprio quella di un sito che abusa e bestemmia il nome di Dio per tentare di promuovere l'intolleranza. Il tutto in quel clima in cui si parla di  «normalizzazione dell'omosessualità» a fronte di un orientamento che è del tutto naturale e normale. L'unica anomalia, casomai, giunge da chi rinnega la natura al solo fine di cercare di sostenere di essere "migliore" degli altri per diritto di nascita, anche se sinceramente ci sarebbe da porsi delle domande su chi basa il suo presunto "merito" sulla passione che provano verso un paio di tette.
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