Così sta cambiando il turismo lgbt: sempre più gettonati i Paesi che offrono matrimoni egualitari e protezione dalle discriminazioni



Con l'approvazione delle unioni civili, alle coppie gay non verrà più precluso un viaggio di nozze con cui celebrare la scelta di assumersi un impegno di amore e sostegno reciproco dinnanzi alla comunità. È questo il motivo per cui anche le agenzie di viaggi si stanno attrezzando a questo cambiamento.
Ne è un esempio l'agenzia Colony di San Marino (presente con agenzie anche a Cattolica e Bellaria, in provincia di Rimini) che alla fiera di Bologna Si Sposa inaugurerà il marchio "TravelOut" specificatamente dedicato ai viaggi lgbt. Ma a risultare interessante è anche il motivo che hanno spinto i due titolari dell'agenzia, sposati in Messico e padri di un bimbo di 5 anni, a creare un marchio distinto. L'esigenza si è resa necessari a seguito delle mete di destinazioni che differiscono dalle tradizionali sulla base delle leggi paritarie e anti-discriminatorie presenti nei vari stati.
Se un tempo la scelta della propria vacanza era orientata sulle strutture alberghiere di proprietà gay-in o verso le località ritenute più “tolleranti”, oggi i giovani viaggiatori gay preferiscono orientare la loro scelta di viaggi verso quelle destinazioni dove esistono leggi che garantiscano l'uguaglianza del matrimonio e le protezioni legali che rendano i viaggiatori lgbt più sicuri. Ancor più per chi ha intenzione di godersi una luna di miele senza che semplici gesti di affetto, come il camminare mano per la mano o lo scambiarsi un bacio, possano essere motivo di scandalo o di reazioni violente.
3 commenti